Risposte a questioni di vita quotidiana – Parte 117: Musleh-e-Maud e il colore verde, il witr, la purificazione, Sha’ban, le mestruazioni e “Quba”

·

·

Tradotto dall’articolo pubblicato su Al Hakam Weekly, 31 agosto 2026.

La profezia del Musleh-e-Maud menziona il colore verde?

Un missionario degli Stati Uniti scrisse a Hazrat Amirul Momineen, Khalifatul Masih V (aba), riferendo che, in occasione del Jalsa Musleh-e-Maud, si è diffusa notevolmente l’usanza di indossare abiti verdi, al punto che l’intera moschea viene decorata di verde e tutti vengono esortati a vestirsi di questo colore in quel giorno. Egli domandò se tale consuetudine fosse corretta e quale ne fosse l’origine.

Nella sua lettera del 21 marzo 2024, Huzoor-e-Anwar (aba) fornì al riguardo le seguenti indicazioni:

«Innanzitutto, la grandiosa profezia del Musleh-e-Maud, concessa al Messia Promesso (as), non viene chiamata “la profezia verde”, poiché in essa non vi è alcun riferimento al colore verde, né tale profezia ha un legame diretto con questo colore. Questa profezia, conosciuta come la profezia del 20 febbraio 1886 e pubblicata il 1º marzo 1886 nel supplemento del giornale Riaz-e-Hind di Amritsar, fu stampata su una normale carta color bianco avorio.

L’Annuncio Verde è invece distinto dalla suddetta profezia ed è intitolato Haqqani Taqrir Bar Waqi’ah Wafat-e-Bashir [Un discorso veritiero sulla morte di Bashir]. Esso fu pubblicato il 1º dicembre 1888 sul Riaz-e-Hind di Amritsar. In questo annuncio, il Messia Promesso (as) illustrò dettagliatamente alcune parti della profezia del Musleh-e-Maud del 20 febbraio 1886 e riportò alcuni segni e nomi di questo illustre figlio. Poiché tale annuncio fu pubblicato su carta verde, esso è conosciuto come Annuncio Verde [Sabz Ishtihar].

Dal momento che esso contiene una spiegazione della profezia del Musleh-e-Maud e ne menziona alcune parti, anche la profezia del Musleh-e-Maud è stata associata al colore verde. Si è quindi sviluppata all’interno della Jamaat una tradizione secondo cui, durante gli incontri organizzati il 20 febbraio, alcune ragazze e donne della Lajna indossano abiti o foulard verdi. Inoltre, nelle decorazioni di alcune moschee in cui si tengono gli incontri per il Giorno del Musleh-e-Maud, vengono utilizzati, entro certi limiti, alcuni elementi verdi.»

Il verde è, d’altronde, un bel colore, gradevole alla vista. I mistici hanno anche descritto un’associazione visibile tra questo colore e la persona del Santo Profeta (sa), facendo osservare che la cupola posta sulla sua benedetta tomba è verde ed è conosciuta come Gumbad-e-Khazra. Tra i mistici e le persone che percorrono il cammino spirituale è ben noto che, a causa del costante ricordo del loro Maestro e Guida (sa) nel cuore e nella mente, il riflesso della sua benedetta tomba si imprime negli occhi di un autentico amante del Santo Profeta (sa).

A questo proposito, il celebre scrittore Mirza Farhatullah Baig (1886-1947) narrò come suo zio, un asceta che per quarant’anni non dormì durante la notte, lo avesse mandato a osservare il colore degli occhi di Mirza Ghulam Ahmad Sahib. Egli notò che nei suoi occhi sembrava circolare un liquido di colore verde. Lo zio gli spiegò: «Chiunque rimanga costantemente immerso nel pensiero del Santo Profeta (sa) sviluppa nei propri occhi una tonalità verde e sembra che al loro interno scorra un’onda di acqua verde.»

(‘Aalami Digest, Karachi, n. 10, ottobre 1968, pp. 73-74)

Pertanto, se qualcuno include il colore verde nel proprio abbigliamento nel giorno del Jalsa Musleh-e-Maud per esprimere queste associazioni e la propria gioia, oppure se in una moschea vengono allestite alcune decorazioni verdi, non vi è nulla di male. È tuttavia del tutto sbagliato imporlo alle persone, obbligandole a partecipare indossando abiti verdi, pensare male di chi non li indossa oppure costringere qualcuno a vestirsi di verde.

Quando fu domandato a Hazrat Khalifatul Masih IV (rh) quale fosse la saggezza del colore verde utilizzato nell’Annuncio Verde, egli rispose:

«Il verde è un bel colore e, poiché si trattava di una lieta novella, di una profezia riguardante un ragazzo e di una notizia gioiosa, forse fu scelto il verde proprio per questa ragione. Ricordo che a Qadian, nel Giorno del Musleh-e-Maud, le ragazze erano solite indossare abiti verdi in riferimento all’Annuncio Verde.»

(Majlis-e-Irfan, 31 marzo 2003)

Pertanto, non vi è assolutamente nulla di male se, in occasione del Jalsa Musleh-e-Maud, alcune ragazze indossano foulard verdi o se alcune persone indossano un capo di abbigliamento verde. Tuttavia, qualora questa pratica dovesse cominciare ad assumere la forma di un’innovazione illegittima [bid’ah], sarà lo stesso Khalifa del Tempo a fermarla, Insha’Allah.


Il witr, la purificazione, Sha’ban e le mestruazioni

Image: Koraysa/Getty Images

Una donna siriana inviò a Hazrat Amirul Momineen, Khalifatul Masih V (aba), le seguenti domande: se il witr venga offerto prima di dormire, è possibile offrire poi il Tahajjud? Offrire il witr è semplicemente preferibile oppure non dovrebbe mai essere tralasciato? Come ci si deve purificare dall’impurità maggiore o dalle mestruazioni in condizioni di freddo intenso? È preferibile digiunare durante Sha’ban? È consentito memorizzare il Sacro Corano durante le mestruazioni?

Nella sua lettera del 12 marzo 2024, Huzoor-e-Anwar (aba) fornì le seguenti risposte.

È possibile offrire il Tahajjud dopo aver già pregato il witr prima di dormire?

«È consentito offrire il witr nella prima parte della notte e poi, una volta svegli, offrire il Tahajjud in qualsiasi momento della notte. Analogamente, il witr può essere offerto anche dopo il Tahajjud. Entrambi i metodi sono attestati dagli ahadith.

Hazrat Aisha (ra) riferisce che il Santo Profeta (sa) offrì il witr in ogni parte della notte. La sua pratica abituale [sunnah], tuttavia, consisteva nell’offrire il witr dopo la preghiera Tahajjud.

Hazrat Abu Qatadah (ra) riferisce che il Messaggero di Allah (sa) domandò a Hazrat Abu Bakr (ra) quando offrisse la preghiera del witr. Egli rispose: “Nella prima parte della notte”. Il Santo Profeta (sa) domandò quindi a Hazrat Umar (ra), ed egli rispose: “Nell’ultima parte della notte”. Il Santo Profeta (sa) dichiarò allora che Abu Bakr aveva adottato la via della prudenza, mentre Umar aveva scelto la via della determinazione e della forza.

Il Messia Promesso (as) offriva generalmente il witr nella prima parte della notte e, nell’ultima parte, offriva la preghiera Tahajjud, composta da otto rak’at, eseguite a gruppi di due.»

(Sahih al-Bukhari; Sunan Abi Dawud; Sunan at-Tirmidhi; Sirat-ul-Mahdi, vol. 1, narrazione 320, ed. 2008, p. 295)

Qual è l’importanza della preghiera del witr?

«La preghiera del witr non è una preghiera obbligatoria [fard], ma negli ahadith le è stata attribuita una grandissima importanza. Il Santo Profeta (sa) affermò che chi non offre il witr non ha alcun legame con noi. Inoltre dichiarò che Allah l’Eccelso ha concesso una preghiera che è migliore, per i credenti, dei cammelli rossi: si tratta della preghiera del witr, il cui tempo si estende dal termine della preghiera Isha fino allo spuntare dell’alba.

Pertanto, la preghiera del witr possiede uno status superiore a quello delle preghiere sunnah, poiché, quando le preghiere vengono combinate o durante un viaggio, le preghiere sunnah possono essere omesse, mentre il witr non viene omesso.»

Elevando la preghiera del witr al di sopra delle preghiere sunnah e volontarie [nawafil], Hazrat Musleh-e-Maud (ra) afferma:

«In tutte le opere di Allah l’Eccelso si è tenuto conto dei numeri dispari. Pertanto, tra le cinque preghiere quotidiane, le unità [rak’at] di una preghiera obbligatoria [fard] sono state stabilite in numero di tre, affinché la legge di Allah l’Eccelso relativa ai numeri dispari si manifesti anche nelle preghiere. Analogamente, anche il witr è stato stabilito in numero dispari, affinché le preghiere volontarie [nawafil] diventino anch’esse dispari. È per questa ragione che al witr è stata attribuita maggiore importanza rispetto alle normali preghiere sunnah.»

(Khutbat-e-Mahmud, vol. 20, sermone del venerdì pronunciato il 17 marzo 1939, p. 171)

Come ci si deve purificare con il ghusl in condizioni di freddo intenso, in assenza di acqua calda?

Image: Sevde Altıntaş/Pexels

«La purificazione dall’impurità maggiore [janabah] e dalle mestruazioni deve avvenire, anche durante il freddo, mediante il bagno completo [ghusl]. Tuttavia, se non è disponibile acqua calda e vi è il rischio di ammalarsi utilizzando acqua fredda, è possibile compiere l’abluzione simbolica a secco [tayammum]. Successivamente si può effettuare l’abluzione ordinaria [wudu] e offrire le proprie preghiere.

Hazrat Amr bin al-Aas (ra) riferisce che, durante la battaglia di Dhat as-Salasil, ebbe una polluzione notturna in una notte estremamente fredda. Temendo che fare il bagno potesse causargli la morte, compì il tayammum e poi guidò i suoi compagni nella preghiera Fajr. Quando i Compagni riferirono l’accaduto al Santo Profeta (sa), questi gli domandò: “O Amr! Hai guidato i tuoi compagni nella preghiera mentre ti trovavi in uno stato d’impurità maggiore?”. Egli spiegò la ragione e citò il versetto: “E non uccidete voi stessi. In verità, Allah è misericordioso verso di voi” (Sura an-Nisa, 4:30). All’udire queste parole, il Messaggero di Allah (sa) sorrise e non disse nulla.»

(Sunan Abi Dawud, Kitab at-taharah)

Qual è la sunnah relativa al digiuno durante il mese di Sha’ban?

«La pratica del Santo Profeta (sa) consisteva nel digiunare molto frequentemente durante questo mese. Hazrat Aisha (ra) riferisce che talvolta il Messaggero di Allah (sa) osservava digiuni volontari con tale frequenza da far pensare che non avrebbe più smesso di digiunare. Ella affermò di non averlo mai visto digiunare in alcun mese più di quanto facesse durante Sha’ban.

Allo stesso tempo, il Santo Profeta (sa) raccomandò di non osservare digiuni volontari dopo che fosse trascorsa la metà di Sha’ban, affinché i digiuni obbligatori del Ramadan non ne risentissero. Tuttavia, se una persona possiede la forza necessaria ed è certa che i suoi digiuni del Ramadan non saranno compromessi, oppure deve recuperare alcuni digiuni del Ramadan, o ancora è solita digiunare regolarmente in determinati giorni di ogni mese, può osservare tali digiuni anche durante Sha’ban. Il Santo Profeta (sa), tuttavia, proibì fermamente di digiunare uno o due giorni prima dell’inizio del Ramadan con l’intenzione di accoglierlo.»

(Sahih al-Bukhari, Kitab as-sawm; Sunan at-Tirmidhi, Kitab as-siyam)

Una donna può memorizzare il Sacro Corano durante le mestruazioni?

«Così come una donna è esentata da altri atti di culto durante questi giorni particolari, allo stesso modo è esentata dalla recitazione compiuta come atto formale di adorazione. Tuttavia, se una donna sta memorizzando il Sacro Corano oppure le è stato affidato il compito di insegnarlo a qualcuno, in tale situazione non vi è nulla di male se legge o insegna il Corano, affinché possa ripassare ciò che ha memorizzato e conservarlo nella memoria, oppure insegnarlo ad altri per adempiere al proprio incarico.»


“Quba” è menzionata nel Sacro Corano?

Una donna egiziana scrisse a Hazrat Amirul Momineen, Khalifatul Masih V (aa), raccontandogli un proprio sogno e domandando se nel Sacro Corano esistesse una Sura chiamata “Quba” oppure un versetto in cui fosse menzionata la parola “Quba”.

Nella sua lettera del 25 marzo 2024, Huzoor-e-Anwar (aa) fornì la seguente risposta:

«Per quanto mi risulta, nel Sacro Corano non vi è alcuna Sura chiamata “Quba”, né questa parola è stata menzionata direttamente in alcun versetto. Tuttavia, nelle esegesi [tafasir] vengono presentate due interpretazioni riguardo al versetto: “Una moschea fondata fin dal primo giorno sulla rettitudine è certamente più degna che tu vi stia in piedi per pregare. In essa vi sono uomini che amano purificarsi, e Allah ama coloro che si purificano” (Sura at-Taubah, 9:108).

Secondo una delle interpretazioni, il versetto si riferisce alla Moschea del Profeta; secondo l’altra, si riferisce alla Moschea di Quba.»

(Ahkam al-Quran di Ibn Arabi, commento alla Sura at-Taubah, versetto 108)


Presentato da Ehsan Ahmad, Murabbi-e-Silsilah, Segreteria privata, Islamabad. Fonte: Al Hakam Weekly, «Answers to Everyday Issues – Part 117», pubblicato il 31 agosto 2026.

Lascia un commento