
Syed Taha Anwar — 9 settembre 2026
Per molti giovani di oggi, frequentarsi sentimentalmente viene considerato il modo naturale per conoscere un possibile futuro coniuge. Alcuni Ahmadi potrebbero quindi chiedersi se, dal momento che i giovani Ahmadi studiano e lavorano insieme a persone non Ahmadi, non sia opportuno creare all’interno della Jamaat occasioni supervisionate nelle quali ragazzi e ragazze possano incontrarsi e valutare una possibile compatibilità. Potrebbero ritenere questa soluzione preferibile rispetto a relazioni non supervisionate al di fuori della Jamaat e domandarsi se non sia il caso di riconsiderare le direttive della Jamaat riguardanti il purdah e il sistema del Rishta Nata. Tra le proposte potrebbero figurare incontri sociali supervisionati, picnic o scuole Ahmadiyya miste. Prima di accogliere simili proposte, tuttavia, è necessario esaminare i presupposti spirituali e pratici sui quali esse si fondano.
Affetto, attrazione e preparazione al matrimonio
In molti sistemi educativi, gli studenti completano la scuola secondaria verso la fine dell’adolescenza, quando potrebbero non essere ancora pronti per il matrimonio. Alcuni proseguono gli studi universitari, mentre altri hanno bisogno di tempo per trovare una stabilità lavorativa. Se un contatto sociale iniziato in giovane età si trasforma in una relazione sentimentale, la coppia potrebbe rimanere emotivamente coinvolta per anni senza avere una prospettiva chiara di matrimonio. Un fidanzamento può esprimere un’intenzione seria, ma nell’Islam non rende lecita l’intimità prematrimoniale. Inoltre, i giovani possono confondere l’attrazione o il desiderio con un amore duraturo. I sentimenti possono cambiare e una relazione fondata principalmente sull’attrazione fisica potrebbe non offrire le basi spirituali, emotive e pratiche necessarie per un matrimonio.
Per questo motivo le parole che utilizziamo sono importanti. L’espressione “innamorarsi” può far apparire ogni attrazione come qualcosa di naturale, innocuo e sottratto a qualsiasi valutazione morale. L’amore non è di per sé un peccato, ma l’Islam insegna che il desiderio deve essere governato, anziché essere seguito senza limiti. Ciò che viene celebrato come amore può talvolta essere infatuazione o lussuria, e assecondarlo può condurre una persona verso il peccato. Il Sacro Corano presenta i desideri mondani in maniera equilibrata:
«È stato reso attraente agli uomini l’amore per le cose desiderate: le donne, i figli, cumuli d’oro e d’argento, cavalli di razza, bestiame e raccolti. Questi sono i beni della vita presente; ma è presso Allah che si trova un’eccellente dimora.»
(Sura Āl-e-‘Imrān, 3:15)
La parola araba hubb (حب) significa amore. Il versetto menziona il desiderio per le donne, i figli, la ricchezza, i cavalli, il bestiame e i raccolti. Non tutte queste cose sono proibite; molte di esse sono benedizioni, quando vengono ricercate e godute entro i limiti stabiliti da Allah. L’insegnamento è che amare qualcosa non significa che essa sia necessariamente buona per noi in qualsiasi forma o circostanza. Anche un desiderio lecito deve essere perseguito conformemente agli insegnamenti dell’Islam e alla guida del Santo Profeta (sa). Quando il desiderio viene separato da tali limiti, può trasformarsi in una via che conduce al peccato.
Quando Satana diventa il terzo
L’insegnamento islamico stabilisce quindi dei limiti riguardo all’intimità privata e all’isolamento tra un uomo e una donna prima del matrimonio. Il Santo Profeta (sa) ammonì:
«Sappiate che nessun uomo si trova da solo con una donna senza che Satana sia il terzo tra loro.»
(Jāmiʿ at-Tirmidhī, Hadith 2165)
Questo hadith riguarda la khalwah, ossia l’isolamento tra un uomo e una donna che potrebbero lecitamente sposarsi tra loro. Ciò non significa che ogni interazione necessaria tra uomini e donne sia proibita: gli Ahmadi possono avere bisogno di studiare o lavorare insieme. Esso mette però in guardia dal coltivare deliberatamente relazioni private ed emotivamente intime al di fuori del matrimonio. Se un giovane uomo e una giovane donna mantengono una simile relazione per anni, la segretezza e il desiderio incontrollato possono progressivamente indebolire i limiti che inizialmente intendevano rispettare.
Anche quando dei compagni di studio finiscono in seguito per sposarsi, una cultura permissiva può creare ulteriori difficoltà. I legami sentimentali precedenti possono diventare motivo di pettegolezzo, confronto o diffidenza. Vecchi messaggi e confidenze private potrebbero riemergere, causando tensioni nei matrimoni successivi. Il matrimonio richiede sincerità, discrezione e rispetto; le comunità non dovrebbero quindi favorire ambienti nei quali i coinvolgimenti emotivi con più persone prima del matrimonio vengano considerati normali.
Trasferire un’interazione online non elimina automaticamente il rischio. I messaggi privati possono generare segretezza e intimità emotiva anche quando due persone si incontrano raramente. Le comunicazioni necessarie per motivi di studio o di lavoro possono invece essere mantenute mirate, rispettose e professionali. Gli stessi principi morali valgono sia quando l’altra persona è Ahmadi sia quando non lo è.
Le promesse degli Ahmadi
La seconda condizione del bai’at afferma:
«Che egli/ella si asterrà dalla falsità, dalla fornicazione, dall’adulterio, dagli sguardi illeciti, dalla depravazione, dalla dissolutezza, dalla crudeltà, dalla disonestà, dalla malvagità e dalla ribellione; e non permetterà a sé stesso/a di essere trascinato/a dalle passioni, per quanto forti esse possano essere.»
Questa promessa non significa che ogni sentimento sia frutto di una scelta. Significa, invece, che la nostra condotta non deve essere governata dalla passione, per quanto intenso possa essere il sentimento. Una relazione prematrimoniale alimentata dalla segretezza e dal desiderio incontrollato rischia di lasciare che sia la passione a orientare decisioni che dovrebbero essere guidate dalla fede, dal senso di responsabilità e dalla preghiera.
La promessa dei Khuddam contiene le seguenti parole:
«Prometto solennemente che sarò sempre pronto a sacrificare la mia vita, i miei beni, il mio tempo e il mio onore per il bene della mia fede, del mio Paese e della mia nazione. Allo stesso modo, sarò pronto a compiere qualsiasi sacrificio per proteggere l’istituzione del Khilafat-e-Ahmadiyya.»
Analogamente, le appartenenti alla Lajna Imaillah promettono:
«Dichiaro che sarò sempre pronta a sacrificare la mia vita, i miei beni, il mio tempo e i miei figli per la causa della fede e della nazione. Rimarrò sempre fedele alla verità e sarò sempre pronta a compiere ogni sacrificio per la perpetuazione del Khilafat Ahmadiyya, insha-Allah.»
Queste promesse invitano gli Ahmadi a porre la fede e il dovere al di sopra dei desideri personali. Una relazione alimentata dalla segretezza o da una passione incontrollata può rendere difficile il sacrificio, perché le decisioni cominciano a ruotare intorno a bisogni emotivi immediati. La Jamaat ha bisogno di uomini e donne spiritualmente maturi, capaci di costruire famiglie fondate sulla fiducia, crescere generazioni sincere e servire l’Islam. È in questa prospettiva che devono essere comprese le direttive relative al purdah e il sistema del Rishta Nata: il loro scopo non è negare l’affetto, bensì indirizzarlo verso un matrimonio dignitoso, serio e duraturo.
Ciò non significa che ogni proposta presentata attraverso il Dipartimento Rishta Nata avrà successo, né che i giovani debbano sposarsi senza un confronto significativo e un consenso consapevole. La compatibilità è importante. Le famiglie e i responsabili della Jamaat dovrebbero ascoltare con rispetto, tutelare la riservatezza, evitare qualsiasi forma di coercizione e lasciare a entrambe le persone lo spazio necessario per prendere una decisione libera entro i limiti stabiliti dall’Islam.
Dobbiamo quindi essere precisi. Non ogni esperienza descritta come “innamoramento” è vero amore, e l’amore in sé non è un peccato. Il pericolo consiste nel permettere che l’attrazione si trasformi in una relazione segreta o priva di limiti, allontanandoci dalla guida divina. Se si permette a Satana di diventare il terzo partner, la relazione non potrà offrire le solide fondamenta che cerchiamo. L’amore degno del matrimonio si manifesta attraverso la responsabilità, la pazienza, il sacrificio e l’obbedienza ad Allah.
Fonte: Syed Taha Anwar, «Falling in ‘love’: A possible love triangle with Satan?», Al Hakam, 9 settembre 2026. Traduzione italiana dall’originale inglese.
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