La salvezza è legata al riconoscimento della vera Unicità di Dio

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20 ottobre 2026

Si ricordi che la vera Unicità di Dio, che Egli ci chiede di riconoscere e al cui riconoscimento è legata la salvezza, consiste nel considerare Dio Altissimo, nella Sua Essenza, del tutto esente da qualsiasi associato: sia esso un idolo, un essere umano, il sole, la luna, il proprio ego, oppure le proprie strategie, astuzie e inganni. Significa non attribuire ad alcuno un potere che possa contrapporsi al Suo; non riconoscere alcun altro come dispensatore del sostentamento; non considerare alcun altro come colui che conferisce onore o umilia; e non attribuire ad alcun altro il ruolo di soccorritore e aiutante.

Significa inoltre riservare soltanto a Lui il proprio amore, la propria adorazione, la propria umile sottomissione, le proprie speranze e il proprio timore.

Nessuna professione dell’Unicità di Dio può dunque essere completa senza queste tre forme di dedizione esclusiva.

La prima è l’Unicità relativa alla Sua Essenza: considerare tutti gli esseri come inesistenti al cospetto della Sua Esistenza e ritenerli tutti destinati, per loro stessa natura, a perire e privi di una realtà autonoma.

La seconda è l’Unicità relativa ai Suoi attributi: non attribuire a nessuno, se non all’Essere divino, gli attributi della Signoria e della Divinità. Quanto a coloro che sembrano governare i diversi ambiti della creazione o dispensare benefici, occorre essere certi che essi fanno parte soltanto di un ordine disposto dalla Sua mano.

La terza è l’Unicità relativa al proprio amore, alla sincerità e alla purezza interiore: non associare nessun altro a Dio Altissimo nell’amore e nelle altre espressioni della devozione del servo, e immergersi interamente in Lui.

(Siraj-ud-Din Isai ke Char Sawalon ka Jawab, Ruhani Khaza’in, vol. 12, pp. 349–350).


Si ricordi che l’Unicità di Dio ha tre gradi. Il grado più basso consiste nel non adorare esseri creati al pari di noi: né la pietra, né il fuoco, né l’essere umano, né alcun astro.

Il secondo grado consiste nel non affidarsi ai mezzi materiali al punto da attribuire loro una funzione autonoma nell’opera della Signoria divina. Lo sguardo deve invece essere sempre rivolto a Colui che origina le cause, e non alle cause stesse.

Il terzo grado dell’Unicità consiste nel contemplare pienamente le manifestazioni divine, fino a considerare come inesistente tutto ciò che è altro da Dio, compresa la propria esistenza. In sostanza, ogni cosa deve apparire ai propri occhi peritura, eccetto l’Essenza di Allah Altissimo, perfetta in tutti i Suoi attributi. La vita spirituale consiste proprio nel conseguire questi tre gradi dell’Unicità.

Riflettete ora e considerate: tutte le sorgenti perenni della vita spirituale sono giunte nel mondo unicamente per il tramite di Hazrat Muhammad Mustafa, che la pace e le benedizioni di Allah siano su di lui. È questa la comunità i cui membri, pur non essendo profeti, giungono a conversare con Dio Altissimo come i profeti; e, pur non essendo messaggeri, vedono manifestarsi per loro tramite i segni luminosi di Dio Altissimo, come avviene per i messaggeri. In essa scorrono i fiumi della vita spirituale e nessuno può eguagliarla.

Vi è forse qualcuno che si faccia avanti per rispondere a questa nostra affermazione, confrontandosi con noi nel mostrare benedizioni e segni?

(A’ina-e-Kamalat-e-Islam, Ruhani Khaza’in, vol. 5, pp. 223–224).

Tradotto da Al Fazl Urdu, 20 ottobre 2026.

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