Il puro esempio pratico del Messia Promesso (as) in materia di gratitudine

Riassunto del sermone del venerdì del 21 agosto 2026

Riassunto del sermone del venerdì pronunciato dal nostro maestro, Amirul Momineen Hazrat Mirza Masroor Ahmad, Khalifatul Masih V (aba), il 21 agosto 2026, corrispondente al 21 Ẓuhūr 1405 dell’Egira solare, presso la Moschea Mubarak, Islamabad, Tilford, Surrey, Regno Unito.

Il 21 agosto 2026, Amirul Momineen Hazrat Khalifatul Masih V (aba) pronunciò il sermone del venerdì dalla Moschea Mubarak di Islamabad, Tilford, Regno Unito. Il sermone fu trasmesso in tutto il mondo attraverso Muslim Television Ahmadiyya. L’onore di pronunciare l’adhan del venerdì fu concesso a Maulana Feroz Alam Sahib.

Dopo il tashahhud, il ta’awwudh e la recitazione della Sura al-Fatiha, Sua Santità (aba) disse:

Il Messia Promesso (as) richiamava i propri Compagni (ra) alla gratitudine con straordinaria profondità. A tale riguardo, Hazrat Pir Siraj-ul-Haq Nu’mani (ra) racconta che un giorno il Messia Promesso (as) gli domandò:

«Per che cosa stavate litigando oggi tu e Miran Bakhsh Sauda’i?»

Pir Sahib (ra) racconta: «Mi spaventai, chiedendomi che cosa mi avrebbe detto il Messia Promesso (as). Con timore gli riferii tutto ciò che era accaduto».

Il Messia Promesso (as) disse:

«Una persona mentalmente incapace è marfūʿ al-qalam, ossia non è ritenuta responsabile delle proprie azioni […] Quando vedete persone simili, invece di litigare con loro dovreste ringraziare Dio, poiché Egli vi ha concesso tutte le facoltà e non ve ne ha privati».

In un’altra occasione, il Messia Promesso (as) domandò:

«Dove hanno continuato a suonare il sarangi e il tambur per tutta la notte?»

Gli fu risposto: «Huzoor, Mirza Nizam-ud-Din Sahib aveva invitato una danzatrice».

Il Messia Promesso (as) osservò:

«Allah! Quanto è fedele al proprio incarico questa donna: per venti rupie è rimasta sveglia tutta la notte, danzando e cantando. E noi non riusciamo a rimanere svegli neppure una o due ore per il nostro vero Creatore e Signore».

Il Messia Promesso (as) aveva l’abitudine di pronunciare “Subḥānallāh” e “Al-ḥamdu lillāh” mentre mangiava. Mangiava come se fosse intento a cercare qualcosa. In altre parole, a ogni boccone rendeva grazie ad Allah l’Eccelso per le Sue benedizioni.

Hazrat Musleh Mau’ud (ra) afferma:

«Abbiamo visto il Messia Promesso (as). Egli metteva in bocca un piccolo pezzo di pane e continuava a masticarlo finché i denti potevano farlo. Nel frattempo, prendeva un altro boccone e continuava a lavorarlo a lungo con la mano, ripetendo: “Subḥānallāh, Subḥānallāh”».

Il Messia Promesso (as) afferma che rinunciare all’impiego dei mezzi disponibili è contrario alla Legge divina. Il vero affidamento in Dio, ossia il tawakkul, viene dopo aver utilizzato tali mezzi. Ciò significa che si devono adottare i mezzi necessari senza riporre in essi la propria fiducia. La vera conoscenza consiste, invece, nel riconoscere la mano di Dio dietro quei mezzi.

Hazrat Muhammad Ibrahim Sahib (ra) racconta:

«Nel 1904, durante il procedimento giudiziario relativo a Karam Din, Huzoor (as) soggiornava a Gurdaspur. Questo umile servitore si recò a incontrarlo. Un giorno, un amico portò dei datteri freschi e maturi. Qualcuno osservò che i datteri producono calore nel corpo. La persona che li aveva portati disse: “Si possono mangiare quanti datteri si desidera; se dopo si mangia un po’ di cipolla, il loro calore viene neutralizzato”.

Sentendo ciò, Huzoor (as) disse: “Allah l’Eccelso ha predisposto ogni cosa in maniera eccellente, facendo esistere anche qualcosa capace di correggere o neutralizzare gli effetti di ciascuna cosa”.

In quell’occasione Huzoor (as) tenne anche un discorso, spiegando quanto sublimi siano le disposizioni stabilite da Allah l’Eccelso per l’essere umano, al punto che l’uomo non è neppure in grado di renderGli adeguatamente grazie».

Un aspetto rilevante del carattere del Messia Promesso (as) era la sua straordinaria capacità di apprezzare anche i più piccoli gesti e di riconoscere il valore degli altri. Ringraziava persino per un servizio o un gesto apparentemente insignificante. Quando scrisse il Barāhīn-e-Aḥmadiyya, registrò i nomi di coloro che lo avevano aiutato; in quell’elenco figurano perfino persone che avevano contribuito con appena due anna.

Il Messia Promesso (as) scrisse un libro intitolato Minan al-Raḥmān, nel quale dimostrò che la lingua araba è umm al-alsina, ossia la madre di tutte le lingue. Ringraziando gli amici che lo avevano aiutato a reperire alcuni riferimenti per quest’opera, scrisse:

«Non possiamo fare a meno di ringraziare, in questa sede, quegli amici che ci hanno aiutato nel nostro lavoro volto a dimostrare la relazione esistente tra le lingue. Con immensa gioia dichiariamo che, per dimostrare tale relazione, i nostri amici hanno compiuto un sacrificio che continuerà certamente a essere ricordato su questa terra finché il mondo esisterà.

Questi uomini di Dio ci hanno generosamente donato il loro tempo prezioso e, lavorando con grande impegno e dedizione giorno e notte, hanno portato a compimento questa grandiosa opera. So che riceveranno una grande ricompensa al cospetto di Dio, poiché hanno preso parte a una battaglia nella quale ben presto risuoneranno, dalla parte dell’Islam, i tamburi della vittoria. Ognuno di loro merita pertanto di ricevere una medaglia divina».

Parlando di Hazrat Mian Manzur Muhammad Sahib (ra), il Messia Promesso (as) afferma:

«In segno di gratitudine per il favore di Dio l’Eccelso, è doveroso menzionare che, per il mio importante lavoro di composizione e redazione, Dio l’Eccelso, per Sua grazia, mi ha concesso un collaboratore sincero, eccellente e degno di apprezzamento: il caro Mian Manzur Muhammad, copista dalla calligrafia estremamente elegante.

Egli non lavora per motivi mondani, ma unicamente per amore della religione. Ha lasciato la propria patria e ha stabilito qui, a Qadian, la propria residenza. È una grande grazia di Dio che io abbia trovato un collaboratore così sincero e diligente, conforme alle mie necessità. Posso affidargli il lavoro di copiatura in qualsiasi momento, di giorno o di notte, ed egli svolge questo servizio con completa dedizione, per ottenere il compiacimento di Allah l’Eccelso».

Hazrat Musleh Mau’ud (ra) afferma:

«I cuori dei profeti sono profondamente riconoscenti. Essi considerano un grande favore anche la più piccola delle azioni. Ho visto che, quando i suoi libri venivano stampati giorno e notte, egli (as), nonostante trascorresse diverse notti senza dormire affatto, si alzava personalmente quando qualcuno portava di notte le bozze di stampa. Mentre andava ad accoglierlo, continuava a dire: “Jazākallāhu aḥsanal-jazāʾ” — Che Allah ti conceda la migliore ricompensa».

Mian Nabi Bakhsh Sahib (ra) racconta:

«Una volta Huzoor (as) stava passeggiando in un giardino. Aveva in mano un bastone che, mentre cercava di far cadere un frutto da un albero, rimase impigliato tra i rami e non si riusciva in alcun modo a recuperarlo. Con il permesso di Huzoor (as), salii sull’albero e recuperai immediatamente il bastone. Huzoor (as) ne fu così felice e mi lodò ripetutamente come se avessi compiuto un’impresa straordinaria».

«Huzoor (as) aveva l’abitudine di non rivolgersi mai a nessuno, giovane o anziano, utilizzando la forma confidenziale e poco rispettosa tū. Io ero un bambino, eppure trattava anche me con grande dignità e rispetto».

Quando qualcuno portava un dono al Messia Promesso (as), egli ne era molto felice e, anche in famiglia, lodava la sincerità di quella persona.

La moglie del dottor Khalifa Rashid-ud-Din Sahib (ra) racconta:

«Il dottore aveva l’abitudine di portare a Huzoor (as) dei khurme — un dolce simile al balushahi — quando si recava da Agra a Qadian. Una volta anch’io portai dei khurme a Qadian. Quando furono presentati a Huzoor (as), egli li apprezzò moltissimo e disse: “Quanti khurme!”. Ne mangiò alcuni e poi disse: “Conservateli; ne mangerò ancora più tardi”».

Sua Santità (aba) citò quindi un brano di Hazrat Musleh Mau’ud (ra), nel quale egli spiegava:

«Nel mio cuore rimaneva sempre il rammarico che noi, figli del Messia Promesso (as), essendo stati esentati da Al-Wasiyyat, fossimo stati privati di un’opportunità per compiere una buona azione.

Poi la mia attenzione fu richiamata verso una rivelazione che avevo ricevuto qualche tempo dopo la scomparsa di Huzoor (as):

Iʿmalū āla Dāwūda shukran
“О famiglia di Davide, compite alcune opere anche come espressione di gratitudine verso Allah”».

Hazrat Musleh Mau’ud (ra) mise in pratica questa esortazione e disse:

«Ritengo pertanto che i miei contributi finanziari siano stati persino superiori a quelli versati dai Musian».

Sua Santità (aba), chiarendo la questione, disse:

«Poiché talvolta alcune persone scrivono anche a me a questo riguardo, desidero precisare quanto segue:

L’esenzione riguardava soltanto i cinque figli del Messia Promesso (as). Tutti gli altri membri della famiglia del Messia Promesso (as) fanno Wasiyyat. Allo stesso modo, nessun Khalifa è esentato da questo sistema. Hazrat Musleh Mau’ud (ra), e dopo di lui tutti i Khulafa, hanno sempre partecipato generosamente, secondo le proprie possibilità, a tutte le iniziative finanziarie».

Il Messia Promesso (as) ringraziava chiunque, giovane o anziano, svolgesse per lui un qualsiasi servizio.

Sua Santità (aba) presentò poi alcuni ulteriori episodi a questo riguardo.

Hazrat Sher Muhammad Sahib (ra) racconta che, quando il Messia Promesso (as) si recò a Jhelum per il procedimento giudiziario relativo a Karam Din, alcuni amici avevano predisposto del tè per lui a Batala. In quell’occasione il Messia Promesso (as) domandò chi avesse offerto il tè. Ringraziò sul posto coloro che glielo avevano servito.

Non si limitò, tuttavia, a ringraziarli in quel momento: successivamente fece pubblicare anche sul giornale un ringraziamento, dichiarando che quelle persone gli avevano prestato servizio. Tale era l’importanza che egli attribuiva a quelle persone e al loro gesto.

Alla fine del sermone, Sua Santità (aba) pregò:

«Possa Allah l’Eccelso concedere anche a noi la capacità di stabilire elevati standard di gratitudine. Amin».


Fonte: Al Fazl International (edizione urdu), «Il puro esempio pratico del Messia Promesso (as) in materia di gratitudine: riassunto del sermone del venerdì del 21 agosto 2026», 24 agosto 2026.

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