Bisogna rifuggire da ogni forma di tradimento e disonestà

20 agosto 2026

Sono davvero poche le persone che si dimostrano sincere nel saldare i propri debiti e nel restituire ciò che è stato loro affidato. La gente non attribuisce a questo la dovuta importanza, sebbene si tratti di una questione estremamente seria. Il Santo Profeta Muhammad ﷺ non celebrava la preghiera funebre di una persona che fosse morta lasciando dei debiti. Si osserva che le persone, pur chiedendo un prestito con grande insistenza e apparente sincerità, non lo restituiscono con la stessa disponibilità e serenità; al momento della restituzione, infatti, sorgono inevitabilmente difficoltà e contrasti. È proprio da questo che si riconosce la sincerità della fede.

(Malfūẓāt, vol. 9, p. 219, edizione 2022)

Mi rincresce dover dire che alcune persone non attribuiscono importanza a queste questioni. Anche nella nostra Comunità vi sono persone che prestano scarsissima attenzione al pagamento dei propri debiti. Ciò è contrario alla giustizia. Il Santo Profeta ﷺ non celebrava la preghiera funebre di persone simili. Ciascuno di voi ricordi dunque bene che non bisogna essere negligenti nel saldare i propri debiti e che si deve rifuggire da ogni forma di tradimento e disonestà. Questo, infatti, è contrario al comando di Dio espresso nel seguente versetto:

«In verità, Allah ordina la giustizia, la benevolenza e il sostegno ai parenti.»

Sura al-Naḥl, 16:91

(Malfūẓāt, vol. 4, p. 607, edizione 1988)

Nell’essere umano vi sono due forme di bellezza. La prima è la bellezza della condotta, che consiste nell’assicurarsi, per quanto possibile, che nulla venga trascurato nell’adempimento di tutti gli obblighi e di tutti i patti affidati all’uomo da Dio. Nel Verbo di Dio, il termine rāʿūn — coloro che osservano fedelmente — allude proprio a questo. Allo stesso modo, è necessario che l’uomo mostri la medesima attenzione nei confronti di ciò che gli viene affidato dalle creature e degli impegni assunti verso di loro. Deve cioè agire con taqwā tanto nell’adempimento dei diritti di Dio quanto in quello dei diritti degli esseri umani. Questa è la bellezza della condotta o, in altre parole, la bellezza spirituale.

(Appendice a Barāhīn-e Aḥmadiyya, parte V, Rūḥānī Khazāʾin, vol. 21, p. 218)

Nel Sacro Corano, Dio Altissimo ha definito la taqwā una veste; l’espressione libāsu al-taqwā — «la veste della rettitudine» — è infatti un’espressione coranica. Ciò indica che la bellezza e l’ornamento spirituali nascono unicamente dalla taqwā. La taqwā consiste nel custodire, per quanto possibile, tutto ciò che Dio ha affidato all’uomo, gli impegni derivanti dalla fede, nonché tutto ciò che gli è stato affidato dalle creature e gli accordi assunti con loro. Significa, dunque, osservare, per quanto è nelle proprie possibilità, persino gli aspetti più sottili e minuziosi di tali responsabilità.

(Appendice a Barāhīn-e Aḥmadiyya, parte V, Rūḥānī Khazāʾin, vol. 21, p. 210)


Per approfondire: In battaglia, il più coraggioso era considerato colui che rimaneva accanto al Santo Profeta ﷺ

Traduzione italiana dall’originale urdu pubblicato su Al Fazl, 20 agosto 2026.

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