L’amore per il Santo Profeta ﷺ e la questione del Mawlid

1. Coloro che amano il Messaggero di Allah ﷺ

26 agosto 2026

Hazrat Abu Hurairah (ra) riferisce che il Messaggero di Allah ﷺ disse:

«Tra le persone della mia Ummah che mi ameranno più intensamente vi saranno coloro che verranno dopo di me. Ognuno di loro desidererebbe poter rinunciare alla propria famiglia e ai propri beni pur di vedermi.»

(Ṣaḥīḥ Muslim, Kitāb al-Jannah wa Ṣifat Naʿīmihā wa Ahlihā, capitolo: “Colui che desidererebbe vedere il Profeta ﷺ offrendo in cambio la propria famiglia e i propri beni”, hadith n. 5026)

Traduzione italiana dall’originale urdu pubblicato su Al Fazl, 26 agosto 2026.


2. Ricordare la missione, la nascita e la morte del Santo Profeta ﷺ è fonte di ricompensa spirituale

26 agosto 2026

Ricordare il Santo Profeta ﷺ è certamente una cosa eccellente. Anzi, dagli hadith risulta che, quando vengono ricordati gli auliyāʾ e i Profeti, discende la misericordia divina. Dio stesso ha esortato a ricordare i Profeti. Tuttavia, se a questo ricordo vengono associate innovazioni religiose che compromettono l’Unità di Dio, allora esse non sono ammissibili.

Attribuite a Dio la dignità che appartiene a Dio e al Profeta la dignità che appartiene al Profeta. Nelle celebrazioni del Mawlid dei nostri giorni sono spesso presenti numerose espressioni e pratiche innovative, contrarie alla volontà di Dio. Se tali innovazioni non vi fossero, la celebrazione sarebbe semplicemente un sermone. Se in essa vengono ricordate la missione, la nascita e la morte del Santo Profeta ﷺ, ciò è fonte di ricompensa spirituale. Non ci è però consentito creare una nostra legge religiosa o un nostro libro sacro.

(Malfūẓāt, vol. 7, p. 305, edizione 2022)

Il Santo Profeta ﷺ ci ha mostrato con il proprio esempio come compiere ogni azione, e noi dobbiamo seguire tale esempio. Per un vero credente è sufficiente verificare se il Santo Profeta ﷺ abbia compiuto o meno una determinata azione. Se non l’ha compiuta, bisogna verificare se abbia comandato di farla oppure no. Hazrat Abramo era il suo illustre antenato ed era degno di venerazione. Per quale ragione, dunque, il Santo Profeta ﷺ non fece celebrare il giorno della sua nascita?

(Malfūẓāt, vol. 7, p. 308, edizione 2022)

Traduzione italiana dall’originale urdu pubblicato su Al Fazl, 26 agosto 2026.


3. Non è vietato tenere un incontro o organizzare una cerimonia nel giorno del Mawlid

26 agosto 2026

Il Messia Promesso (as) afferma:

«Noi stessi desideriamo che, quando è presente un ḥāfiẓ dalla voce melodiosa, egli reciti il Corano affinché possiamo ascoltarlo. Questo significa seguire il Santo Profeta ﷺ.»

Scrive inoltre:

«Il Santo Profeta ﷺ ci ha mostrato con il proprio esempio come compiere ogni azione, e noi dobbiamo seguire tale esempio. Per un vero credente è sufficiente verificare se il Santo Profeta ﷺ abbia compiuto o meno una determinata azione. Se non l’ha compiuta, bisogna verificare se abbia comandato di farla oppure no. Hazrat Abramo era il suo illustre antenato ed era degno di venerazione. Per quale ragione, dunque, il Santo Profeta ﷺ non fece celebrare il giorno della sua nascita?»

(Malfūẓāt, vol. 3, p. 162)

Il Santo Profeta ﷺ non celebrò il giorno della nascita di Hazrat Abramo.

In conclusione, non è vietato tenere un incontro o organizzare una cerimonia nel giorno del Mawlid, a condizione che non vi sia inclusa alcuna forma di innovazione religiosa. In tali occasioni si dovrebbe presentare la vita e il carattere del Santo Profeta ﷺ.

Un programma di questo genere, inoltre, non dovrebbe essere limitato a un solo giorno dell’anno. Quando si desidera parlare della vita dell’Amato Profeta ﷺ, si possono — e si dovrebbero — organizzare incontri in diversi momenti dell’intero anno. Questa è sempre stata la prassi della Comunità Ahmadiyya ed è ciò che essa continua a fare. Tali incontri, dunque, non sono necessariamente legati a una data particolare. Tuttavia, se viene stabilito un giorno specifico e in quell’occasione si organizza un incontro nel quale viene illustrata la vita del Santo Profeta ﷺ — una vita che, peraltro, viene ricordata costantemente — non vi è nulla di male, anche se ciò avviene in tutto il Paese o nel mondo intero.

È però essenziale che non vi siano introdotte innovazioni religiose. Non si dovrebbe neppure pensare che, avendo ricevuto le benedizioni di quella riunione, non sia più necessario compiere altre buone opere, come talvolta alcuni immaginano. Bisogna pertanto evitare tanto l’eccesso quanto la negligenza.

(Sermone del venerdì pronunciato il 13 marzo 2009; pubblicato su Al Fazl International, 3 aprile 2009)

Traduzione italiana dall’originale urdu pubblicato su Al Fazl, 26 agosto 2026.

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