Credere nell’invisibile è la condizione iniziale del credente

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Image: Pressmaster

La vera essenza della fede nell’invisibile

Ricordate che, tra le qualità dei timorati di Dio, la prima caratteristica menzionata è:

يُؤْمِنُونَ بِالْغَيْبِ

ossia, «credono nell’invisibile».

Questa è una condizione iniziale del credente: egli accetta alcune realtà che non ha ancora visto. Allah l’Altissimo è invisibile; e appartengono all’invisibile anche il Paradiso, l’Inferno, la resurrezione dei corpi e tutte quelle realtà che sono ancora celate dietro il velo dell’invisibile.

Nella fase iniziale, dunque, il credente presta fede a tali realtà. La vera guida, tuttavia, consiste nel fatto che, grazie a questa condizione, gli viene concessa una particolare benedizione: la sua conoscenza dell’invisibile viene gradualmente trasformata in conoscenza diretta e manifesta.

Giunge quindi un momento in cui le realtà nelle quali inizialmente credeva pur essendo invisibili gli diventano note. Quelle cose che prima erano nascoste gli si manifestano e assumono la condizione della testimonianza diretta. A quel punto egli non si limita più a credere in Dio come realtà invisibile, ma Lo vede spiritualmente e assiste alla manifestazione del Suo fulgore.

Lo scopo è che, dopo la fede nell’invisibile, gli venga concesso il grado della testimonianza diretta; e, dopo la fede, egli raggiunga il livello della vera conoscenza spirituale. Egli incontra Allah l’Altissimo già in questo mondo.

Se questo grado non gli venisse concesso, allora l’espressione يُؤْمِنُونَ بِالْغَيْبِ — «credono nell’invisibile» — non gli procurerebbe né guida né ricompensa. In tal caso, il Sacro Corano non sarebbe per lui una fonte di guida. Ma non è così: la guida destinata a lui consiste proprio nel trasferire la sua fede dalla condizione dell’invisibile a quella della testimonianza diretta.

A sostegno di ciò vi sono le parole:

مَنْ كَانَ فِي هٰذِهِ أَعْمَىٰ فَهُوَ فِي الْآخِرَةِ أَعْمَىٰ

«Chi è cieco in questo mondo sarà cieco anche nell’Aldilà.»

(Bani Isra’il, 17:73)

Ciò significa che chi rimane cieco in questo mondo sarà condotto cieco anche nell’altro. Per “cecità” si intende che una persona non osserva in questo mondo le manifestazioni di Allah l’Altissimo e le realtà appartenenti all’invisibile, oppure che non riesce a scoprire, mediante la propria capacità di discernimento spirituale, ciò che è nascosto.

La promessa هُدًى لِّلْمُتَّقِينَ — «una guida per i timorati di Dio» — indica invece che questa cecità viene rimossa. Attraverso questa guida, il credente progredisce; e mediante la Parola divina avanza, grado dopo grado, dalla fede nell’invisibile fino alla testimonianza diretta. Proprio questa è la guida destinata a lui.


La vera essenza della fede nell’invisibile

Se desiderate conseguire la conoscenza spirituale, seguite la guida del glorioso Corano. Mettetene in pratica gli insegnamenti e raggiungerete il grado della vera conoscenza.

L’essere umano è venuto al mondo dalla dimensione dell’invisibile:

وَهُمْ يُؤْمِنُونَ بِالْغَيْبِ

«Ed essi credono nell’invisibile.»

Egli deve quindi uscire dalla condizione della semplice fede nell’invisibile e progredire fino a quella dell’osservazione diretta. Solo agendo concretamente raggiungerà il grado della certezza derivante dalla visione diretta, ‘ayn al-yaqin, riguardo all’esistenza di Allah l’Altissimo.

Per uscire dalla condizione espressa dalle parole يُؤْمِنُونَ بِالْغَيْبِ, è dunque necessario mettere in pratica i comandamenti del Sacro Corano.

Le persone domandano: «Perché dovremmo credere nell’invisibile oggi, in un’epoca nella quale ogni cosa viene messa in discussione dai giovani e dai bambini? Perché dovremmo credere in qualcosa che non vediamo?»

Allah l’Altissimo afferma che la fede nell’invisibile è soltanto la condizione iniziale. Questo Libro vi impartisce determinati insegnamenti: metteteli in pratica. Dopo aver creduto, è necessario agire secondo tali insegnamenti. Allora Allah l’Altissimo vi riconoscerà correttamente e vi farà uscire dalla condizione dell’invisibile, conducendovi a quella dell’osservazione diretta.

Non soltanto l’invisibile: l’essere umano arriverà a osservare personalmente chi è Dio. Questo è anche il principio seguito nel mondo. Gli scienziati e i ricercatori sanno che, anche nel campo della ricerca, viene formulata innanzitutto un’ipotesi. Su questa base si intraprende la ricerca, senza sapere inizialmente se l’ipotesi si dimostrerà vera oppure no.

Prima si elabora un’idea e poi si svolge la ricerca sulla sua base. Allah l’Altissimo afferma analogamente: ponete come fondamento la fede nell’invisibile e, successivamente, mettete in pratica i comandamenti coranici. Impegnatevi, riflettete e cercate: allora anche voi giungerete all’osservazione diretta.

Gli scienziati svolgono le loro ricerche soltanto per amore della ricerca, per una soddisfazione personale e per mostrare qualcosa agli altri. Tuttavia, da una rappresentazione formulata inizialmente e dalla ricerca successivamente condotta possono derivare anche benefici per l’umanità.

Questa è la bellezza dell’Islam. Questa è la vera essenza della fede nell’invisibile.

(Sermone del venerdì del 15 marzo 2024, pubblicato in The Review of Religions, aprile 2024)


Tradotto da Al Fazl Urdu, 2 settembre 2026.

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