4 settembre 2026
A mio avviso, il modo migliore per conseguire la purezza — e non credo che possa esisterne uno migliore — consiste nel non nutrire alcuna forma di superbia o di orgoglio: né per il proprio sapere, né per la propria famiglia, né per la propria ricchezza. Quando Dio Onnipotente concede a qualcuno la vista spirituale, questi comprende che ogni luce capace di liberarlo dalle tenebre proviene unicamente dal cielo e che l’essere umano ha continuamente bisogno della luce celeste. Persino l’occhio non può vedere finché non giunge la luce del sole, che proviene dal cielo.
Allo stesso modo, anche la luce interiore, che dissipa ogni genere di tenebra e genera al suo posto la luce del taqwa e della purezza, discende unicamente dal cielo. In verità, affermo che il taqwa, la fede, l’adorazione e la purezza dell’essere umano provengono tutti dal cielo. Tutto dipende dalla grazia di Dio Onnipotente: se Egli vuole, la mantiene; se vuole, la allontana.
La vera conoscenza spirituale consiste dunque nel considerare il proprio ego completamente privo di ogni valore e se stessi come un nulla assoluto; nel prostrarsi sulla soglia della Divinità e, con umiltà e sottomissione, implorare la grazia di Dio Onnipotente. Bisogna chiedere quella luce della conoscenza spirituale che brucia le passioni dell’ego e genera interiormente luce, forza e ardore per compiere il bene.
Se poi, per grazia divina, una persona ne riceve una parte e sperimenta, in qualche momento, uno stato di espansione spirituale e di apertura del cuore, non deve per questo divenire superba o compiacersi di sé. Al contrario, deve progredire ancora di più nell’umiltà e nella modestia. Infatti, quanto più considererà se stessa come un nulla, tanto più discenderanno su di lei, da parte di Dio Onnipotente, stati spirituali e luci divine che le conferiranno illuminazione e forza.
Se una persona manterrà questa convinzione, vi è motivo di sperare che, per grazia di Allah l’Altissimo, la sua condizione morale divenga eccellente. Considerarsi qualcuno in questo mondo è già una forma di superbia, ed è proprio tale atteggiamento a generare l’arroganza. La persona finisce allora per maledire gli altri e considerarli inferiori.
Ripeto continuamente tutte queste cose perché lo scopo per il quale Dio Onnipotente ha voluto istituire questa Jama’at è proprio quello di ristabilire la vera conoscenza spirituale, ormai scomparsa dal mondo, e il vero taqwa e la vera purezza, che non si riscontrano più in quest’epoca.
Malfuzat, vol. 7, pp. 59–60, nuova edizione
Fonte: Tradotto da Al Fazl Urdu, 4 settembre 2026.

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