Servite i vostri genitori e pregate anche per loro

23 settembre 2026

Allah l’Altissimo ha posto grande enfasi sul dovere di trattare bene i genitori, salvo quando impediscano di adorare Allah o insegnino ad associarGli altre divinità. Per il resto, ha ordinato di obbedire loro. Questo comando ci è stato dato perché non potremo mai ripagare le cure che ci hanno dedicato durante la nostra infanzia. Perciò, oltre a prenderci cura di loro, dobbiamo pregare che Allah abbia misericordia di loro e che, anche nella vecchiaia, non ricevano mai alcun dispiacere da parte nostra.

Dobbiamo inoltre ricordare che, pur assistendoli e pregando per loro, non possiamo pensare di aver fatto abbastanza o di aver assolto il nostro dovere nei loro confronti. I figli non sono comunque in grado di ripagare il bene che i genitori hanno fatto loro nell’infanzia.

A questo proposito, nei due versetti che ho recitato Allah l’Altissimo dice:

«Il tuo Signore ha decretato che non adoriate altri che Lui e che trattiate bene i genitori. Se uno di loro, o entrambi, raggiungono la vecchiaia presso di te, non dire loro neppure “uff” e non rimproverarli, ma rivolgiti a loro con parole gentili e rispettose. E abbassa per entrambi, con misericordia, l’ala dell’umiltà e di’: “O mio Signore, abbi misericordia di loro, così come essi si sono presi cura di me quando ero bambino”.»

In un’altra narrazione si legge: Hisham ibn ‘Urwah ci riferì che suo padre gli aveva raccontato quanto detto da Asmā’ bint Abī Bakr (ra): «Mia madre venne da me, al tempo del Santo Profeta (sa), desiderando mantenere i legami familiari. Chiesi allora al Profeta (sa): “Devo mantenere i legami con mia madre, benché sia politeista?”. Il Santo Profeta (sa) rispose: “Sì”.»

(Sahih al-Bukhari, Libro dei doni, capitolo sui doni ai politeisti)

Dunque, quando si tratta di umanità, il dovere di mantenere i legami e di agire con bontà non riguarda soltanto la propria madre. Se qualcuno ha bisogno che si mantengano i rapporti con lui o chiede aiuto, ci è stato ordinato di trattare bene anche gli altri parenti e, anzi, persino le persone estranee alla famiglia.

Tratto dal sermone del venerdì pronunciato il 16 gennaio 2004 e pubblicato su Al-Fazl International il 12 marzo 2004.


Traduzione dall’urdu del testo pubblicato su Al-Fazl il 23 settembre 2026.

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