AI

Hazrat Anas ibn Malik (ra) riferisce che il Messaggero di Allah (sa) disse:

«Chi desidera che la sua vita sia lunga e che il suo sostentamento sia abbondante, tratti bene i propri genitori e mantenga i legami di parentela.»

Fonte: Musnad Ahmad ibn Hanbal, Musnad degli eminenti Compagni, Musnad di Anas ibn Malik, hadith n. 13824.

L’importanza di trattare bene i genitori

La prima condizione perché una persona abbia buona sorte è rispettare la propria madre. Uwais al-Qarani era solito recarsi dal Messaggero di Allah (sa), ma sua madre era di salute cagionevole. Egli riferì un lieto annuncio da parte di Dio riguardo a lui e diceva che Uwais era molto impegnato a prendersi cura di sua madre e, per questo, non poteva venire a trovarlo.

A quanto pare, questa affermazione significa che, sebbene vi fosse il Profeta di Dio (sa), Uwais non poteva recarsi da lui a causa del suo impegno nell’assistere la madre e nell’obbedirle. Ho visto, però, che il Messaggero di Allah (sa) diede una raccomandazione particolare a due Compagni, ‘Umar e ‘Alī, dicendo loro: «Se incontrate Uwais, chiedetegli di pregare per voi».

È una cosa sorprendente, che altre persone non hanno avuto come tratto particolare. Ne consegue che, quando Hazrat ‘Umar incontrò Uwais, quest’ultimo disse: «Sono impegnato ad assistere mia madre, mentre voi mi cercate ovunque».

Queste sono persone che hanno cercato, per quanto possibile, di servire la propria madre e hanno così ottenuto accoglimento e onore. Altri, invece, intentano cause contro la madre per questioni di denaro e la chiamano con ogni sorta di appellativi offensivi. Quale insegnamento abbiamo ricevuto? Allah e il Messaggero di Allah (sa) hanno insegnato a trattare bene i genitori.

Se qualcuno vuole dimostrarmi affetto, perché entra nella nostra Comunità? Persone del genere litigano con i propri genitori e obiettano che «questi sono individui che non rispettano neppure i nostri genitori».

Fonte: Malfūẓāt, vol. 1, pp. 296–297, edizione 1988.


Traduzione dall’urdu pubblicato su Al-Fazl, 23 settembre 2026. Il primo brano cita il Musnad Ahmad ibn Hanbal; il secondo è tratto da Malfūẓāt, vol. 1, pp. 296–297 (edizione 1988).

Rispondi