Le caratteristiche di un vero credente: Huzoor si rivolge all’Ijtema 2026 della Lajna e delle Nasirat del Regno Unito

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Al Hakam Weekly — 19 settembre 2026

Puttenham, Guildford, 19 settembre 2026: Hazrat Mirza Masroor Ahmad, Khalifatul Masih V, possa Allah sostenerlo con il Suo potente aiuto, è giunto alle ore 15:32 GMT, rivolgendo il salam a tutti i presenti. I lavori ufficiali di questo benedetto raduno sono iniziati con la recitazione di alcuni versetti del Sacro Corano (Surah al-Hashr, cap. 59, versetti 19-22). Dopo la presentazione della traduzione inglese dei versetti, Huzoor (aa) è salito sul podio per guidare la recitazione della promessa della Lajna Imaillah, ripetuta all’unisono da tutte le partecipanti presenti.

Successivamente è stata recitata splendidamente una poesia in urdu composta dal Messia Promesso (as), seguita dalla sua traduzione inglese (Barahin-e-Ahmadiyya, Parte V, edizione inglese, p. 25).

La Sadr Lajna Imaillah del Regno Unito ha quindi presentato una relazione sull’Ijtema. Ha espresso gratitudine a Huzoor (aa) per aver onorato l’evento con la sua presenza e ha sottolineato che il tema dell’Ijtema di quest’anno era la taqwa, ossia la rettitudine. Ha ricordato che sono stati tenuti diversi discorsi e presentazioni su vari argomenti, tra cui «La taqwa nell’era digitale e dei social media».

Si sono svolte anche competizioni accademiche. Il giorno precedente erano stati conferiti riconoscimenti per l’eccellenza accademica alle studentesse universitarie i cui nomi erano stati annunciati durante il Jalsa Salana UK 2026. I premi destinati alle studentesse dei livelli GCSE e A-Level sarebbero stati consegnati il giorno seguente. Sono stati inoltre conferiti due riconoscimenti speciali alle studentesse di Al-Hafizoon che quest’anno hanno completato la memorizzazione del Sacro Corano.

Quest’anno l’Ijtema ha registrato 8.806 partecipanti, rispetto alle 7.496 dell’anno precedente. La Sadr Lajna Imaillah del Regno Unito ha concluso la sua relazione ringraziando tutte coloro che avevano contribuito alla riuscita dell’Ijtema. Ha nuovamente espresso la propria profonda gratitudine a Huzoor (aa) per la sua benedetta presenza e ha umilmente richiesto le sue preghiere per il futuro progresso della Lajna Imaillah del Regno Unito. È stata quindi proiettata una presentazione video che mostrava gli aspetti principali dell’Ijtema e le novità introdotte quest’anno.

Alle ore 15:57 GMT, Hazrat Khalifatul Masih V (aa) è nuovamente salito sul podio per pronunciare il suo discorso. Di seguito ne viene presentato un riassunto.

Dopo aver pregato affinché la partecipazione della Lajna all’Ijtema potesse risultare benefica, Huzoor (aa) ha affermato di voler parlare delle responsabilità e delle caratteristiche di un vero credente.

Ricordate e mantenete la vostra promessa

Huzoor (aa) ha affermato che il principio fondamentale dell’Islam è che ogni individuo è responsabile davanti ad Allah l’Onnipotente delle proprie azioni. In quanto musulmani Ahmadi, abbiamo tutti prestato il bai’at al Messia Promesso (as) e abbiamo quindi promesso di osservare tutti i comandamenti di Allah. Riguardo al mantenimento delle promesse, Allah afferma:

«E rispettate il patto, poiché del patto sarà certamente chiesto conto.»

(Surah Bani Isra’il, cap. 17, versetto 35)

Di conseguenza, con un profondo senso di preoccupazione e urgenza, ogni Ahmadi, uomo o donna, deve impegnarsi a rispettare le condizioni del bai’at. Se un Ahmadi non lo fa, non adempie ai doveri derivanti dall’essere Ahmadi. L’obiettivo supremo dell’avvento del Messia Promesso (as) era avvicinare l’umanità ad Allah l’Onnipotente. Avendo dunque prestato questo bai’at, dobbiamo sforzarci di sviluppare ogni qualità e virtù che possa condurci alla vicinanza e al compiacimento di Allah.

Il nostro ritorno ultimo è ad Allah. Tutti noi compariremo davanti a Lui e saremo direttamente chiamati a rispondere delle nostre azioni. Invece di presumere che Allah sia soddisfatto di noi semplicemente perché abbiamo accettato il Messia Promesso (as), dobbiamo cercare di realizzare dentro di noi una profonda trasformazione morale e spirituale.

Huzoor (aa) ha affermato:

«Una fede priva di pratica rimane vuota e non può condurre alla salvezza.»

L’Islam insegna che ogni persona raccoglie ciò che ha seminato. Nel Giorno del Giudizio, pertanto, ciascuno comparirà da solo davanti ad Allah e sarà accompagnato unicamente dalle proprie buone azioni. Allah afferma:

«E nessuno che porti un peso porterà il peso di un altro.»

(Surah al-An’am, cap. 6, versetto 165)

Adempiere al diritto dell’adorazione di Allah

La Salat è lo strumento supremo per purificare l’anima e proteggere una persona da tutto ciò che Allah disapprova o proibisce. Essa ci protegge in questa vita ed è anche il mezzo della nostra salvezza nell’altra.

La nostra sfida consiste nel rimanere saldi nella fede anche quando pensiamo che nessuno ci stia osservando oppure quando ci troviamo in compagnia di persone che non condividono i nostri valori religiosi. Un vero credente teme sempre di dispiacere ad Allah, sia quando si trova da solo sia quando è in pubblico. Il nostro timore di Allah dovrebbe nascere dal nostro amore per Lui e dalla consapevolezza delle innumerevoli benedizioni che Egli ci ha concesso.

Prendersi cura dei figli

Allah richiede che una madre adempia ai diritti dei propri figli. Deve amarli, prendersi cura di loro e soddisfare le loro necessità fisiche ed emotive. Per quanto riguarda il loro carattere, una madre deve sforzarsi di instillare nei figli elevati valori morali. Soprattutto, i figli devono sentire che la loro casa è un rifugio sicuro e amorevole, affinché possano crescere come individui equilibrati e sicuri di sé, capaci di contribuire positivamente alla società e liberi da qualsiasi complesso d’inferiorità.

Sebbene una donna sia custode e protettrice della propria casa, purtroppo alcune madri Ahmadi non stanno dando la dovuta priorità al benessere dei propri figli. Questi bambini finiscono così per cercare compagnia al di fuori della casa oppure, sempre più spesso, online, diventando estremamente vulnerabili alle cattive compagnie, che inevitabilmente influiscono sul loro comportamento e sui loro valori morali.

Le donne Ahmadi dovrebbero pertanto ricordare sempre che Allah ha affidato loro la responsabilità primaria di garantire l’educazione morale, spirituale e fisica dei propri figli.

Proteggete il vostro onore

Huzoor (aa) si è rivolto alle ragazze più grandi presenti, ricordando loro che l’Islam insegna a custodire il proprio onore e la propria modestia, affinché possano essere annoverate tra coloro che sono veramente obbedienti ad Allah l’Onnipotente, sia dentro sia fuori casa.

Huzoor (aa) ha dichiarato:

«Man mano che crescerete, vi saranno sempre più occasioni in cui non sarete con i vostri genitori, con gli adulti o in compagnia di altri Ahmadi. In tali circostanze, ricordate sempre che Allah è con voi e che Egli conosce l’invisibile. Osservate quindi sempre i principi islamici di modestia nel vostro abbigliamento, mantenete dignità nelle vostre interazioni, proseguite gli studi superiori e cercate di realizzare pienamente il vostro vero potenziale. Allo stesso tempo, assicuratevi di proteggervi dalla corruzione morale della società moderna.»

Praticate l’istighfar e offrite la sadaqa

Per quanto una persona si sforzi di fare del bene, inevitabilmente rimangono delle mancanze. Pertanto, oltre a impegnarci nel compimento di azioni virtuose, dobbiamo recitare continuamente l’istighfar e chiedere ad Allah di perdonare le nostre debolezze. Il vero istighfar è un mezzo per avvicinarsi ad Allah e purificare la propria condizione spirituale.

Una persona che si pente sinceramente rimane sempre consapevole dei propri errori passati e si impegna ad astenersi da qualsiasi cosa, per quanto piccola, che possa suscitare il dispiacere di Allah. Essa sviluppa, infatti, una profonda avversione verso tutto ciò che il Corano proibisce o che Allah disapprova. Dobbiamo pertanto recitare e studiare quotidianamente il Sacro Corano, per comprendere ciò che Allah desidera da noi.

Un altro eccellente mezzo per ricercare il perdono e la misericordia di Allah è fare la carità e aiutare coloro che si trovano nel bisogno o che soffrono in qualsiasi modo. Trattate le persone con gentilezza e assicuratevi che le vostre parole e azioni non causino sofferenza o danno agli altri. Per quanto riguarda le relazioni più strette, dobbiamo cercare di rafforzare i legami di parentela, trattando i nostri familiari con amore, generosità e compassione.

Le controversie familiari e la loro soluzione

È fonte di profondo rammarico e dolore osservare che le controversie tra parenti acquisiti e tra coniugi stanno diventando sempre più frequenti all’interno della nostra Jamaat. Una delle cause principali di queste crisi familiari è che la soglia di pazienza e tolleranza tra marito e moglie sembra ridursi di giorno in giorno, conducendo infine al divorzio.

Huzoor (aa) ha osservato con rammarico che, sebbene uomini e donne spesso non adempiano ai diritti reciproci, alla fine sono i figli, parti innocenti, a soffrire maggiormente quando un matrimonio si disgrega. Le coppie Ahmadi che non compiono ogni possibile sforzo per preservare l’unità della propria famiglia non fanno quindi del male soltanto a sé stesse, ma si rendono responsabili di infliggere un enorme danno emotivo ai propri figli.

A eccezione di alcuni casi autentici nei quali la separazione diventa necessaria, si è osservato che mariti e mogli scelgono di separarsi semplicemente a causa della mancanza di pazienza e maturità, che in ultima analisi deriva da una carenza di pietà. Invece di permettere al proprio ego di sopraffarli, sia il marito sia la moglie dovrebbero prostrarsi davanti ad Allah in uno stato di assoluta umiltà, chiedendo il Suo perdono e il Suo aiuto ogniqualvolta sorgano problemi familiari.

Come possiamo sapere se Allah ha accettato il nostro pentimento?

Huzoor (aa) ha affermato che, se una persona abbandona i propri errori e le proprie debolezze del passato e ora si impegna a compiere buone azioni, avendo il timore di Allah profondamente radicato nel cuore, ciò significa che il suo pentimento era sincero ed è stato accettato.

Huzoor (aa) ha detto che dovremmo esaminare noi stessi quotidianamente: fino a che punto siamo riusciti a compiere buone azioni? Fino a che punto siamo riusciti a proteggerci dall’immoralità e dai vizi del mondo e a rimanere sulla retta via?

Un credente può affermare di possedere la vera fede, ma la prova autentica consiste nel verificare se le sue azioni corrispondano alle sue parole.

Dire la verità e respingere la falsità

Allah l’Onnipotente ha equiparato la falsità allo shirk e afferma nel Corano:

«O voi che credete! Siate rigorosi nell’osservare la giustizia e siate testimoni per Allah, anche se ciò dovesse essere contro voi stessi, contro i vostri genitori o contro i vostri parenti.»

(Surah an-Nisa’, cap. 4, versetto 136)

Non è facile conformarsi all’elevatissimo livello di veridicità richiesto dal Corano. Molte persone mentono o nascondono la verità per salvaguardare i propri interessi personali. Tuttavia, Allah afferma che, se la vostra fede è forte e desiderate la pace, dovete mettere da parte i vostri interessi personali e agire con assoluta integrità.

Dire la verità può condurre alla vera pace

Il mondo odierno è sopraffatto da conflitti violenti e guerre sconsiderate. La verità viene soppressa e si diffonde continuamente un’ondata di menzogne e disinformazione al servizio degli interessi occidentali. Se l’onestà e la giustizia prevalessero da tutte le parti, molti dei conflitti in corso cesserebbero rapidamente e si giungerebbe alla pace e alla riconciliazione.

Per quanto riguarda la vita familiare, se marito e moglie parlano con sincerità e riconoscono i propri errori, invece di lasciarsi dominare dall’orgoglio, le loro discussioni e i loro conflitti termineranno rapidamente e le loro case diventeranno autentici rifugi di pace.

La nostra religione ci insegna che la verità è il fondamento della giustizia e il mezzo per ottenere il favore di Allah l’Onnipotente. In un matrimonio, quando una delle parti commette un piccolo errore, invece di ignorarlo o affrontarlo con delicatezza, l’altra può reagire in modo ostile e sproporzionato. Ciò innesca, a sua volta, un amaro ciclo di rabbia e risentimento sempre più intensi.

Rifuggire dalla vanità e dalla volgarità

Il Sacro Corano afferma:

«E quando passano accanto a qualcosa di vano, passano oltre con dignità.»

(Surah al-Furqan, cap. 25, versetto 73)

In questo versetto Allah afferma che una caratteristica distintiva del credente consiste nel fatto che, quando incontra qualcosa di volgare o indecente, passa oltre con dignità e rifiuta di lasciarsene coinvolgere. I social media, Internet, la televisione e le altre forme di comunicazione sono colmi di contenuti indecenti e nocivi, che possono facilmente allontanare le persone dalla via della rettitudine e spingerle verso comportamenti peccaminosi. Tutti gli Ahmadi devono proteggersi da queste influenze corrosive.

In particolare, le donne Ahmadi hanno il dovere di assicurarsi che le proprie case siano libere da tali influenze dannose. Se una madre rimane lontana dai vizi morali, si troverà naturalmente in una posizione più forte e migliore per proteggere il marito e i figli da queste cose. Altrimenti, i contenuti ripugnanti e profani presenti online e nei mezzi di comunicazione possono corrompere non soltanto la vita delle singole famiglie, ma anche il tessuto sociale e morale di intere società.

Dobbiamo quindi agire rettamente, impegnarci nel compimento di buone opere, proteggerci da ogni forma di indecenza e di vizio ed essere esempi positivi per gli altri. Soprattutto, dobbiamo stabilire un legame stretto con Allah l’Onnipotente. Soltanto allora potremo realizzare il nostro obiettivo di instaurare la pace nel mondo e far conoscere, attraverso il tabligh, le eccellenze dell’Islam.

Molte persone considerano erroneamente l’Islam una fede oppressiva o creata dall’uomo. È pertanto nostro profondo dovere dimostrare che l’Islam è una religione divina, destinata a stabilire la pace universale e a liberare l’umanità da ogni forma di conflitto e disordine. Senza alcun dubbio, le donne Ahmadi hanno un ruolo immenso da svolgere in questa nobile missione.

Di conseguenza, dobbiamo apprendere i veri insegnamenti dell’Islam e riflettere sui segni di Allah l’Onnipotente. Allah l’Onnipotente afferma:

«E coloro che, quando vengono loro ricordati i Segni del loro Signore, non rimangono davanti a essi sordi e ciechi.»

(Surah al-Furqan, cap. 25, versetto 74)

In questo versetto Allah l’Onnipotente afferma che il segno distintivo di un vero credente è che, quando gli vengono ricordati i segni di Allah, non fa orecchie da mercante né chiude gli occhi. Al contrario, ascolta attentamente, accresce la propria fede e agisce secondo i comandamenti di Allah con una convinzione ancora maggiore.

In quanto Ahmadi, ogniqualvolta e ovunque ascoltiamo o apprendiamo qualcosa di buono, dobbiamo cercare di integrarlo nella nostra vita quotidiana e di elevare sia i nostri valori morali sia quelli delle nostre famiglie e comunità.

Le aspettative del Messia Promesso (as)

Il Messia Promesso (as) scrisse:

«O voi che vi considerate membri della mia Comunità! Sarete riconosciuti come tali in cielo quando percorrerete veramente le vie della rettitudine.»

(L’Arca di Noè, pp. 24-25)

Dobbiamo quindi continuare a riflettere sulla nostra condizione spirituale e morale. Fino a che punto stiamo adempiendo ai doveri derivanti dal bai’at prestato al Messia Promesso (as) e seguendo i suoi insegnamenti? Fino a che punto stiamo adempiendo al diritto dell’adorazione di Allah? Fino a che punto stiamo mettendo in pratica i comandamenti del Sacro Corano e le istruzioni del Santo Profeta (sa)? Fino a che punto siamo fedeli all’istituzione del Khilafat e alla Jamaat? Fino a che punto le nostre azioni sono fondate sulla pietà? E fino a che punto trattiamo gli altri con amore, empatia e compassione? Fino a che punto stiamo adempiendo al nostro dovere di crescere i nostri figli nel migliore dei modi e di garantire il loro sviluppo morale e spirituale?

Huzoor (aa) ha pregato affinché Allah conceda a tutti di raggiungere le più elevate vette spirituali e di vivere come Suoi servitori devoti e fedeli. Possa Allah continuare a benedire la Lajna Imaillah sotto ogni aspetto. Amin!

Huzoor (aa) ha quindi guidato tutti i presenti nella du’a, la preghiera silenziosa. Successivamente, Hazrat Amirul Momineen (aa) ha affettuosamente ascoltato alcuni tarana, componimenti poetici corali, presentati dalla Lajna Imaillah e dalle Nasirat.

Relazione preparata da Al Hakam.


Fonte: tradotto dall’articolo in lingua inglese «Characteristics of a true believer: Huzoor addresses Lajna & Nasirat UK Ijtema 2026», pubblicato da Al Hakam Weekly il 19 settembre 2026.

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