Ogni ahmadi deve guardarsi dai cattivi sospetti

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AI

1 ottobre 2026

Allah l’Altissimo desidera far nascere tra i credenti amore, affetto e fratellanza, e questi sentimenti si sviluppano pensando bene degli altri. Perciò ha comandato di evitare i cattivi sospetti, perché conducono al peccato: un peccato che non soltanto danneggia chi lo commette, ma distrugge anche la pace della società e crea distanza tra i cuori. Per questo Dio l’Altissimo lo ha definito un peccato molto grave. Talvolta una persona lo commette per appagare il proprio ego.

Ha poi comandato di non spiare gli altri. Anche questa tendenza nasce talvolta dai cattivi sospetti. Quando una persona indaga sul conto di qualcuno senza riuscire a ottenere informazioni complete, prende come base quel poco che ha appreso e alimenta ulteriormente i propri sospetti.

A volte il sospetto rende una persona così cieca che, osservando il comportamento di alcuni, si rimane stupiti: sono persone molto istruite, che prestano anche servizio alla Comunità, eppure dicono cose che neppure donne ignoranti e rozze direbbero. Lasciano che piccoli risentimenti prendano il sopravvento su di loro, fino a considerarli la questione più importante della propria vita.

In questo modo non soltanto ostacolano le proprie attività e, con simili pensieri, rendono penosa la propria esistenza, ma, parlando qua e là, rendono penosa anche la vita della persona contro cui nutrono risentimento.

Talvolta simili questioni arrivano anche a me. Quando si approfondisce il caso, non emerge nulla: si tratta di una cosa del tutto insignificante. In altri casi, poi, la questione non riguarda neppure direttamente chi si lamenta. Questi ha sentito qualcosa da una parte e qualcosa dall’altra; avendo una disposizione a indagare negli affari altrui, gli nasce il desiderio di saperne di più. Le informazioni frammentarie che raccoglie vengono poi subito diffuse e amplificate, aggiungendovi commenti di propria iniziativa.

Quando si parla di qualcuno e si diffondono queste voci, la vita di quella povera persona diventa penosa, perché, nell’ambiente in cui vive, tutti la guardano come se fosse un grande peccatore. Finisce per nascondersi ed evitare gli altri. Talvolta si arriva proprio a situazioni di questo genere.

In ogni caso, si tratta di un peccato che Allah l’Altissimo ha severamente proibito. Ogni ahmadi deve guardarsene.

(Sermone del venerdì del 5 febbraio 2010, pubblicato su Al-Fazl International il 26 febbraio 2010.)

Per approfondire: Dio solo è la fonte di ogni potere


Fonte: tradotto dall’urdu da Al-Fazl, 1 ottobre 2026. Estratto dal sermone del venerdì di Hazrat Mirza Masroor Ahmad (aba), Khalifatul Masih V.

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