1 ottobre 2026
Coloro che non pensano bene degli altri o non conoscono le profonde ragioni della legge religiosa talvolta si trovano di fronte a una prova e fraintendono completamente ciò che vedono. È accaduto, per esempio, che il Santo Profeta Muhammad (sa) raccontasse delle storie in casa. Se, in quel momento, una persona ignorante e priva di discernimento lo avesse osservato senza tenere conto dei suoi intenti, sarebbe certamente inciampata nell’errore.
Una volta, mentre egli si trovava nella casa di Hazrat Aisha (ra), un’altra moglie gli mandò una ciotola di brodo. Hazrat Aisha (ra) fece cadere la ciotola e la ruppe. Ora, una persona che non conosce il contesto osa criticare questo gesto di Hazrat Aisha (ra), senza considerare le altre sue azioni. Si verificano situazioni sulle quali gli altri sollevano obiezioni per mancanza di conoscenza. Prima di sollevare un’obiezione, occorre pensare bene degli altri e osservare pazientemente per qualche giorno. La verità si manifesta poi da sé.
Qualche tempo fa venne una donna come ospite. In quei giorni accadde che alcune signore fossero temporaneamente esentate dalla preghiera. Ella disse: «Che senso ha venire qui? Nessuno prega». Eppure quelle donne avevano un motivo legittimo e non erano soggette ad alcun biasimo dinanzi ad Allah. Ma ella pronunciò quelle parole senza informarsi né riflettere.
(Malfuzat, vol. 4, pp. 50–51, edizione 1984)
Il disordine comincia quando una persona inizia a lasciarsi guidare da supposizioni infondate e dubbi. Se invece pensa bene degli altri, le viene concessa anche la capacità di donare qualcosa. Quando si sbaglia già al primo passo, diventa difficile raggiungere la meta. Il cattivo sospetto è una cosa assai dannosa: priva l’essere umano di molte buone azioni e, crescendo, può portarlo persino a nutrire cattivi sospetti nei confronti di Dio.
Se questa malattia del cattivo sospetto non si fosse aggravata, ditemi: quali motivi avevano visto, per dichiararmi miscredente e respingere le mie affermazioni, quei maulvi che non hanno risparmiato alcuno sforzo nel dichiararmi fuori dall’Islam e nel tormentarmi?
Ho proclamato ripetutamente, giurando su Dio, che sono musulmano; che riconosco il Sacro Corano come il Sigillo dei Libri e il Messaggero di Allah (sa) come il Sigillo dei Profeti; e che considero l’Islam una religione viva e il mezzo della vera salvezza. Credo nei decreti di Dio l’Altissimo e nel Giorno della Resurrezione. Prego rivolgendomi verso la stessa qiblah, osservo lo stesso numero di preghiere e digiuno per l’intero mese di Ramadan. Qual era dunque quella peculiarità che essi ritenevano una ragione sufficiente per dichiararmi miscredente?
(Malfuzat, vol. 2, pp. 107–108, edizione 1984)
Fonte: tradotto dall’urdu da Al-Fazl, 1 ottobre 2026. Estratti dai Malfuzat di Hazrat Mirza Ghulam Ahmad (as), il Messia Promesso.

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