Indicazioni sulle verifiche da compiere prima di un matrimonio

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Domanda: Una membro della Lajna ha chiesto a Sua Santità: «Allah è Sattār, Colui che copre i difetti. Quando cerchiamo un coniuge per i nostri figli, è giusto raccogliere informazioni sul ragazzo, sulla ragazza o sulle loro famiglie?».

Risposta di Sua Santità:

Allah è certamente Sattār e ama che si coprano i difetti altrui. Questo significa che, se veniamo a conoscenza dei difetti di qualcuno, non dobbiamo divulgarli, ma proteggerne la riservatezza.

Tuttavia, riguardo al matrimonio, il Sacro Corano prescrive anche di attenersi al qaul-e-sadīd, ossia a un parlare sincero e corretto. Qualunque sia la proposta matrimoniale, entrambi devono conoscere gli eventuali difetti e le questioni che riguardano l’altro. Bisogna agire con assoluta sincerità, senza ambiguità o sotterfugi, affinché in seguito non si creino incrinature nel rapporto. Per questo, ogni questione va esposta apertamente.

Il matrimonio è una questione molto delicata. In seguito possono sorgere litigi e recriminazioni: «Questo non ci era stato detto; quell’altro non ci era stato detto». È quindi meglio chiarire tutte queste cose quando si prende in considerazione un matrimonio. Proprio per questo, nei versetti coranici recitati durante il Nikah viene sottolineata l’importanza del qaul-e-sadīd.

Il comandamento di coprire i difetti altrui conserva il proprio valore: non dovete renderli pubblici. Quando proponete un possibile coniuge, presentate semplicemente la proposta. Anche se siete a conoscenza di qualche debolezza della persona che suggerite, potete dire: «Questa è una proposta. Incontratevi, sedetevi insieme, valutate, pregate e poi decidete».

Se volete proteggere la riservatezza di qualcuno, questo è il modo di farlo. Non significa che, prima ancora di presentare la proposta, dobbiate dire: «Questa persona ha questo difetto, quest’altro e quest’altro ancora», impedendole così di sposarsi.

Dite piuttosto: «Questa è una possibile proposta. Quali sono i suoi pregi e i suoi difetti? Valutateli voi stessi, incontrandovi e parlando insieme. Se la proposta vi piace, procedete, ma prendete la decisione dopo aver pregato».

Il punto fondamentale è che Allah conosce l’invisibile. Solo Allah sa quale unione sia migliore per ciascuno. Bisogna quindi decidere dopo aver pregato. Per questo ci è stato insegnato anche a compiere l’Istikhārah.

Istikhārah significa chiedere il bene. Dobbiamo chiedere ad Allah: «Se in questa unione vi è del bene, fa’ che sia un bene per me e che le vie si aprano con facilità. Se invece in questa unione non vi è del bene, fa’ che sorga un impedimento per me».

Coprire i difetti altrui non significa dunque nascondere anche i fatti rilevanti quando si prende in considerazione un matrimonio. Quando le due parti si incontrano, è meglio che, attenendosi al qaul-e-sadīd, conoscano reciprocamente i propri pregi e difetti.

Nessuno è perfetto: ciascuno ha difetti e qualità. Questo non significa nemmeno che si debbano proclamare pubblicamente i difetti delle persone. Tuttavia, se vi è qualcosa che in seguito potrebbe incrinare il rapporto o provocarne la rottura, è meglio comunicarlo fin dall’inizio.

Se vi è una debolezza, una malattia, se una ragazza non può avere figli o se un uomo presenta una difficoltà in questo ambito, entrambi devono esserne informati prima, affinché in seguito non sorgano problemi.

Riferimento: «Risposte a questioni fondamentali», puntata 13, pubblicata su Al-Fazl International il 9 aprile 2021.

Fonte dell’articolo: Al-Fazl, 14 ottobre 2026.

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