La semplicità e l’umiltà del Santo Profeta (sa)

بِسْمِ اللهِ الرَّحْمٰنِ الرَّحِيْمِ

Sermone del Venerdì — 16.10.2026

Dopo la recitazione del Tashahud, del Ta’awwuz, della Tasmiyah e della Surah Al-Fatihah, Hudur Anwar, che Allah lo sostenga con il Suo potente aiuto, ha detto:

قُلْ مَا أَسْأَلُكُمْ عَلَيْهِ مِنْ أَجْرٍ وَمَا أَنَا مِنَ الْمُتَكَلِّفِينَ

La traduzione di questo versetto è: «Di’ loro: non vi chiedo alcuna ricompensa per questo, né sono uno che parla con affettazione.» Questo è il versetto in cui Allah l’Altissimo fa proclamare al Santo Profeta Muhammad, pace e benedizioni di Allah su di lui, di annunciare alle genti: «Ciò che vi trasmetto del messaggio di Allah, le vie che vi indico per il vostro bene, è unicamente per migliorare la vostra vita in questo mondo e nell’aldilà. È per il vostro beneficio. Non chiedo nulla in cambio di questo lavoro, né ho bisogno di chiedervi alcunché. La mia ricompensa mi viene da Colui che possiede tutti i tesori. La mia vita è libera da ogni affettazione, e quando la vita è priva di affettazione, non vi è alcun bisogno di ricompense mondane. Chi conduce una vita semplice e priva di affettazione non nutre desideri mondani, e ciò di cui ha bisogno per le necessità della vita, Allah stesso glielo provvede.»

Questa semplicità si manifesta in ogni momento attraverso il suo nobile esempio, e la ritroviamo in varie occasioni nella sua vita. Egli esortava anche i credenti a mantenersi semplici e a liberarsi dall’affettazione. In una narrazione si riporta che Hadrat ‘Uthman ibn ‘Affan, che Allah sia soddisfatto di lui, riferì che il Profeta, pace e benedizioni di Allah su di lui, disse: «Al figlio di Adamo non spetta altro che una casa in cui abitare, un abito che copra le sue nudità, e pane secco con acqua.» In realtà, con queste parole egli descriveva la propria condizione e tracciava il quadro della propria vita, dicendo: «Questo è il mio grado di semplicità: non ho bisogno di alcuna affettazione.» Ed è per questo che egli soleva fare questa preghiera, menzionata nella narrazione nel modo seguente.

Hadrat Abu Sa’id Al-Khudri, che Allah sia soddisfatto di lui, riferì che il Profeta, pace e benedizioni di Allah su di lui, disse: «Amate i poveri.» Egli stesso afferma di aver sentito il Messaggero di Allah, pace e benedizioni di Allah su di lui, dire nella sua preghiera:

اَللّٰهُمَّ أَحْيِنِي مِسْكِيْنًا وَأَمِتْنِي مِسْكِيْنًا وَاحْشُرْنِي فِي زُمْرَةِ الْمَسَاكِيْنِ

«O Allah, fammi vivere come un povero, fammi morire come un povero e raccoglimi nel gruppo dei poveri.»

Poi, rivolgendo l’attenzione dei credenti verso la semplicità, egli disse che la semplicità fa parte della fede. In una narrazione, Hadrat Abu Umamah, che Allah sia soddisfatto di lui, riferisce che un giorno i Compagni del Messaggero di Allah, pace e benedizioni di Allah su di lui, menzionarono davanti a lui le cose del mondo. Il Messaggero di Allah, pace e benedizioni di Allah su di lui, disse: «Non sentite? Non sentite? Certamente la semplicità è parte della fede. Certamente la semplicità è parte della fede.» Egli richiamò l’attenzione rivolgendosi a loro per due volte.

In un’altra narrazione, Hadrat ‘Imran ibn Husayn, che Allah sia soddisfatto di lui, riferisce che il Messaggero di Allah, pace e benedizioni di Allah su di lui, disse: «Certamente Allah ama quel Suo servo che sia credente, bisognoso, che si astenga dal chiedere e che abbia una famiglia a carico.» L’uomo può astenersi dal chiedere soltanto quando vi sono semplicità e contentezza. Non è che, di fronte a piccole necessità, egli si metta a compiere azioni sbagliate per soddisfare i propri desideri, o si metta a lamentarsi.

In un’occasione, il Profeta, pace e benedizioni di Allah su di lui, annunciò la buona novella del Paradiso per coloro che conducono una vita di povertà e semplicità, nel modo seguente. Hadrat ‘Abdullah ibn ‘Umar, che Allah sia soddisfatto di lui, riferisce che i Muhajirin poveri si lamentarono presso il Messaggero di Allah, pace e benedizioni di Allah su di lui, del fatto che Allah aveva accordato ai loro ricchi una preferenza su di loro. Egli disse: «O gruppo dei poveri, non vi annuncio la buona novella che i credenti poveri entreranno in Paradiso mezzo giorno prima dei loro ricchi, ossia cinquecento anni prima?» Mezzo giorno prima — cioè il mezzo giorno di Allah l’Altissimo. Il narratore Musa recitò questo versetto:

وَإِنَّ يَوْمًا عِنْدَ رَبِّكَ كَأَلْفِ سَنَةٍ مِّمَّا تَعُدُّونَ

«E certamente un giorno presso il tuo Signore è come mille anni secondo il vostro computo.»

Ossia, il mezzo giorno di Allah l’Altissimo equivale a cinquecento anni. Quanto sono dunque fortunati coloro che conducono la loro vita con semplicità e contentezza! Oggigiorno la bramosia per le cose mondane è talmente diffusa, e vengono offerti allettamenti in modi così svariati, che il pensiero dell’uomo è ormai dominato unicamente dal mondo. In tale contesto, coloro che seguiranno gli insegnamenti del Santo Profeta, pace e benedizioni di Allah su di lui, saranno certamente coloro che otterranno le grazie di Allah l’Altissimo. Tuttavia, questo non significa che l’uomo debba starsene con le mani in mano senza lavorare. Lavorare con piena attenzione e impegno, poi condurre una vita semplice, essere contenti e ringraziare Allah l’Altissimo: questo è il modo di essere di un credente, che accresce anche la sua fede. Il lavoro e il pieno utilizzo delle proprie capacità sono anch’essi una caratteristica del credente; anche questo è un aspetto della fede.

Da Hadrat ‘Abdullah ibn ‘Umar, che Allah sia soddisfatto di lui, è riportato che egli disse: «Il Messaggero di Allah, pace e benedizioni di Allah su di lui, mi prese per la spalla e disse: “Vivi in questo mondo come se fossi uno straniero, o un viandante di passaggio.”» E Hadrat Ibn ‘Umar, che Allah sia soddisfatto di lui, soleva dire: «Quando giunge la sera, non aspettare il mattino; e quando giunge il mattino, non aspettare la sera. Prendi dalla tua salute per la tua malattia, e dalla tua vita per la tua morte.» Ossia, in ogni condizione si ricordi la soddisfazione di Allah l’Altissimo e l’incontro con Lui, poiché la vera ricompensa di ogni azione dell’uomo viene soltanto da Allah l’Altissimo, e non si sa quando la vita avrà fine.

Riguardo al modo in cui il Santo Profeta, pace e benedizioni di Allah su di lui, esprimeva la propria semplicità e umiltà in ogni occasione, Hadrat Ibn ‘Abbas, che Allah sia soddisfatto di lui, riferisce di aver sentito Hadrat ‘Umar, che Allah sia soddisfatto di lui, dire dal pulpito: «Ho sentito il Profeta, pace e benedizioni di Allah su di lui, dire: “Non esagerate nel lodarmi come i Cristiani esagerarono nel lodare il figlio di Maria. Io sono soltanto il servo di Allah; dite dunque: il Suo servo e il Suo Messaggero.”»

Mutarrif riferì che suo padre gli raccontò: «Andai dal Messaggero di Allah, pace e benedizioni di Allah su di lui, in una delegazione dei Banu ‘Amir. Dicemmo: “Voi siete il nostro signore.” Egli rispose: “Il Signore è Allah.”» Dicemmo: «Voi siete il più eccellente tra noi per virtù e il più grande tra noi per generosità.» Egli disse: «Dite ciò che avete da dire, ma non lasciatevi trascinare da queste inutili adulazioni» — o disse: «Dite ciò che avete da dire; non lasciate che il diavolo vi renda audaci.» Mentre esprimeva la propria umiltà e semplicità, egli richiamò l’attenzione, con grande sottigliezza, anche sul guardarsi dall’associare altri ad Allah.

Hadrat Rabi’ bint Abi riferisce — ed è una donna — che quando si sposò, il Santo Profeta Muhammad, pace e benedizioni di Allah su di lui, venne a farle visita e si sedette sul suo letto così come voi siete seduti vicino a me — stava descrivendo al narratore la scena, dicendo: «così come voi siete seduti, allo stesso modo era seduto il Santo Profeta, pace e benedizioni di Allah su di lui». In quel momento alcune ragazze presenti cominciarono a suonare il duff e a lodare i suoi antenati caduti nella battaglia di Badr. Tra i versi recitati, una delle ragazze disse che tra loro vi era un profeta che sapeva ciò che sarebbe accaduto il giorno seguente. Il Santo Profeta, pace e benedizioni di Allah su di lui, disse: «Lasciate perdere questo e cantate ciò che cantavate prima», ossia riguardo a Badr. «Non lodatemi in modo improprio.» Non appena si trattò di una lode eccessiva e di qualcosa che sfiorava lo shirk, egli le riprese immediatamente e disse loro di non fare così, affermando: «Io sono soltanto un uomo semplice e umile.»

Riguardo alla semplicità della sua abitazione e della sua dimora, si trova scritto quanto segue. Dopo l’emigrazione dalla Mecca a Medina, accanto alla Moschea del Profeta fu preparata un’abitazione per il Santo Profeta Muhammad, pace e benedizioni di Allah su di lui. Che tipo di abitazione era? Si trattava di una piccola stanza di circa tre o quattro metri, e tra questa stanza e la moschea era stata posta una porta attraverso la quale egli si recava in moschea per la Salat e per altri scopi. Man mano che egli contraeva nuovi matrimoni, accanto a quella prima stanza venivano allestite altre stanze. Questo è quanto Hadrat Mirza Bashir Ahmad Sahib, che Allah abbia misericordia di lui, ha scritto nella Sirat Khatam-un-Nabiyyin. Quanto ai dettagli su come le stanze venissero allestite e come si moltiplicassero nel tempo, la storia ci tramanda quanto segue: un fedele Compagno del Santo Profeta, Haritha bin Nu’man, che Allah sia soddisfatto di lui, possedeva diverse case nei pressi della moschea e nei dintorni. Ogni volta che una nuova sposa entrava nella famiglia del Messaggero di Allah, pace e benedizioni di Allah su di lui, Haritha gli cedeva una delle sue case, finché tutte le case di Haritha divennero proprietà del Messaggero di Allah, pace e benedizioni di Allah su di lui. Vale a dire che non si trattò soltanto della costruzione di nuove stanze, ma di case che si aggiungevano via via — e anche queste erano piccole case di tipo molto semplice. In tutto vi erano dunque nove abitazioni nelle quali il Santo Profeta Muhammad, pace e benedizioni di Allah su di lui, trascorse gli ultimi dieci anni della sua vita benedetta, e in una di esse — la casa di Hadrat ‘A’isha, che Allah sia soddisfatto di lei — ebbe luogo la sua sepoltura. Ogni abitazione era composta da una piccola stanza e da un cortile ancora più piccolo, e la costruzione era talmente semplice che non vi si usava né mattone cotto né pietra, pur trovandosi l’intera zona in una regione ricca di pietre. L’intera abitazione era fatta di rami di palma, fango e tutt’al più mattoni crudi; i cortili erano recintati con rami di palma sui quali venivano gettate coperte di pelo, affinché le fessure tra i rami non compromettessero la riservatezza. Così era costruita la parete del cortile. Ogni stanza misurava circa cinque metri in lunghezza e circa quattro in larghezza. Il cortile era ancora più stretto, largo circa tre metri e mezzo, e lungo quanto la stanza. I soffitti erano così bassi che alzando la mano li si poteva toccare.

‘Ata’ riferisce che il giorno in cui le stanze furono demolite udì Sa’id bin al-Musayyib dire: «Per Allah, avrei voluto che quelle stanze fossero lasciate così come erano, affinché gli abitanti di Medina e i pellegrini che giungevano da fuori potessero vedere con quanta frugalità il Messaggero di Allah, pace e benedizioni di Allah su di lui, aveva vissuto la sua vita benedetta. Questo avrebbe trattenuto le persone dall’inorgoglirsi per l’abbondanza dei beni materiali di questo mondo.»

Hadrat Abu Umama riferisce: «Avrei voluto che quelle stanze delle spose del Messaggero di Allah, pace e benedizioni di Allah su di lui, fossero state lasciate intatte e non demolite, affinché le persone costruissero meno e vedessero ciò che Allah aveva scelto per il Suo Profeta, pace e benedizioni di Allah su di lui, mentre le chiavi dei tesori del mondo erano nelle sue mani.»

Hadrat Muslih Mau’ud, che Allah sia soddisfatto di lui, riferisce a questo proposito che il Santo Profeta, pace e benedizioni di Allah su di lui, amava la semplicità anche riguardo alla propria dimora. Di norma nelle sue case vi era una sola stanza e un piccolo cortile. In quella stanza era tesa una corda sulla quale veniva gettato un panno, così che al momento delle visite egli potesse sedersi separato dai visitatori — ossia la divisione della stanza avveniva in questo modo: si stendeva un telo nel mezzo per fare da schermo tra il lato delle donne e quello degli uomini. Non usava il letto, ma dormiva su un giaciglio steso direttamente a terra. La semplicità della sua dimora era tale che Hadrat ‘A’isha, che Allah sia soddisfatto di lei, dopo la sua scomparsa disse: «Al tempo del Messaggero di Allah, pace e benedizioni di Allah su di lui, spesso dovevamo arrangiarci soltanto con acqua e datteri, e persino il giorno della sua morte in casa nostra non vi era nient’altro da mangiare se non datteri e acqua.»

Hadrat Masih Mau’ud, su di lui la pace, afferma: «Si deve riflettere con quale fermezza il Santo Profeta Muhammad, pace e benedizioni di Allah su di lui, rimase saldo e costante nella sua rivendicazione della profezia, nonostante il sorgere di migliaia di pericoli, il levarsi di milioni di oppositori, ostacoli e minacce, dal primo all’ultimo respiro. Per anni sopportò quelle afflizioni e quelle sofferenze che avrebbero indotto chiunque a disperare completamente del successo, e che crescevano di giorno in giorno — sofferenze tali che sopportarle con pazienza non lasciava nemmeno intravedere il conseguimento di alcun fine mondano. Anzi, con la rivendicazione della profezia perse anche il sostegno che aveva in precedenza: coloro che prima erano suoi sostenitori si ritirarono, e con una sola parola si comprò un milione di discordie e si attirò sul capo migliaia di calamità. Nel chiamare la gente verso Allah incontrò una vastissima opposizione: fu cacciato dalla sua patria, fu inseguito per essere ucciso, la sua casa e i suoi averi furono distrutti e devastati, più volte gli fu somministrato del veleno, coloro che erano suoi amici divennero suoi nemici e coloro che erano suoi amici cominciarono a fargli guerra. Per un lungo periodo dovette sopportare quelle amarezze di fronte alle quali rimanere saldi con fermezza non è opera di un impostore o di un ingannatore. E poi, quando dopo tanto tempo l’Islam trionfò, in quei giorni di gloria e di potere non accumulò alcun tesoro, non costruì alcun edificio, non allestì alcuna corte, non predispose alcun mezzo di lusso regale, non trasse alcun vantaggio personale; anzi, tutto ciò che giungeva veniva speso nell’assistenza agli orfani, ai poveri, alle vedove e ai debitori, e non mangiò mai a sazietà nemmeno una volta.»

Hadrat ‘A’ishah, che Allah sia soddisfatto di lei, riferisce che il giaciglio del Messaggero di Allah, pace e benedizioni di Allah su di lui, era di cuoio riempito di fibre di palma. In un’altra narrazione, i dettagli del suo letto sono descritti nel modo seguente: fu chiesto a Hadrat ‘A’isha, che Allah sia soddisfatto di lei, com’era il letto del Messaggero di Allah, pace e benedizioni di Allah su di lui, nella sua casa. Ella rispose che era di cuoio riempito di fibre di palma. Fu poi chiesto a Hadrat Hafsah, che Allah sia soddisfatto di lei, com’era il letto del Messaggero di Allah, pace e benedizioni di Allah su di lui, nella sua casa. Ella rispose che era riempito di crini e lana. Io lo piegavo in due strati — era una specie di coperta di lana — e il Santo Profeta, pace e benedizioni di Allah su di lui, vi dormiva sopra. Dice: una notte pensai di piegarlo in quattro strati per renderlo più spesso, così da renderlo più comodo per lui. Ci consultammo in casa e lo piegammo in quattro strati. Quando giunse il mattino, egli disse: «Che cosa avete steso per me stanotte?» Hadrat Hafsah, che Allah sia soddisfatto di lei, racconta: risposi che era lo stesso suo letto, soltanto che lo avevamo piegato in quattro strati per renderlo più comodo. Egli disse: «Lasciatelo come era prima, perché la sua morbidezza mi ostacolava nella preghiera notturna.» Con ciò non si intende che avesse dormito di più o che la preghiera fosse stata interrotta; egli pregava stando in piedi sul letto stesso, e da questo comprendeva che non riusciva a mantenere il giusto equilibrio, ovvero che non sentiva il vero godimento dell’adorazione.

Hadrat ‘A’ishah, che Allah sia soddisfatto di lei, consorte purissima del Santo Profeta, pace e benedizioni di Allah su di lui, narra: io dormivo davanti al Messaggero di Allah, pace e benedizioni di Allah su di lui, con i piedi rivolti verso di lui. Quando egli si prostrava, mi toccava con la mano ed io ritiravo i piedi; quando si rialzava in piedi, li distendevo di nuovo. Ella dice che in quei giorni nelle case non vi erano lampade, non vi era alcuna luce, era buio. Egli pregava sul letto e Hadrat ‘A’ishah dormiva su un lato di esso; egli le faceva cenno con la mano di ritirare i piedi quando doveva prostrarsi, e poi si prostrava.

Hadrat ‘Abdullah, che Allah sia soddisfatto di lui, riferisce che il Messaggero di Allah, pace e benedizioni di Allah su di lui, dormì su una stuoia; quando si alzò, essa aveva lasciato il segno sul suo fianco. Noi dicemmo: «O Messaggero di Allah, pace e benedizioni di Allah su di lui, se vi preparassimo un letto?» Egli rispose: «Che rapporto ho io con il mondo? Io nel mondo sono soltanto come un cavaliere che si ferma all’ombra di un albero, poi riparte e lo lascia.»

Hadrat ‘Abdullah ibn Mas’ud, che Allah sia soddisfatto di lui, narra: mi recai alla presenza del Messaggero di Allah, pace e benedizioni di Allah su di lui, mentre egli si trovava in una stanza che sembrava simile a un bagno turco, vale a dire vi faceva un caldo soffocante. Il Santo Profeta, pace e benedizioni di Allah su di lui, stava dormendo su una stuoia che aveva lasciato il segno sul suo fianco. Vedendo ciò, mi misi a piangere. Il Santo Profeta, pace e benedizioni di Allah su di lui, disse: «O ‘Abdullah, che cosa ti ha fatto piangere?» Risposi: «O Messaggero di Allah! Kisra e Cesare camminano su seta, harir e dibaj» — ossia vari tipi di tessuti di seta — «mentre voi dormite su questa stuoia che ha lasciato il segno sul vostro fianco.» Il Santo Profeta, pace e benedizioni di Allah su di lui, disse: «O ‘Abdullah, non piangere, perché per loro vi è il mondo e per noi vi è l’aldilà. Che rapporto ho io con il mondo? La mia similitudine con il mondo è come quella di un cavaliere che si ferma all’ombra di un albero per un po’, poi riparte e lo lascia.»

Analogamente, vi è una narrazione anche riguardo a Hadrat ‘Umar, che Allah sia soddisfatto di lui. Una volta il Messaggero di Allah, pace e benedizioni di Allah su di lui, ricevette la sua visita. Hadrat ‘Umar, che Allah sia soddisfatto di lui, narra: quando arrivai, vidi che il Messaggero di Allah, pace e benedizioni di Allah su di lui, si trovava nel suo piano superiore, al quale si accedeva tramite una scala di palma. In casa vi era una stanza, con un piano superiore raggiungibile attraverso questa scala di palma, e un servo di pelle scura del Messaggero di Allah, pace e benedizioni di Allah su di lui, si trovava in cima alla scala. Gli dissi di riferire al Santo Profeta, pace e benedizioni di Allah su di lui, che ‘Umar ibn al-Khattab era venuto. Egli mi concesse il permesso di entrare. In quel momento egli si trovava su una stuoia di giunchi, e tra lui e la stuoia non vi era nulla — nessun telo né coperta — era una stuoia ruvida, o per così dire una saccatura di erba intrecciata. Sotto il suo capo vi era un cuscino di cuoio riempito di corteccia di palma, vicino ai suoi piedi vi era un mucchio di foglie di acacia, e vicino al suo capo pendevano delle pelli non conciate. Vidi anche il segno di quella stuoia sul suo fianco, e a quella vista mi misi a piangere. Egli chiese: «Che cosa ti fa piangere?» Dissi: «O Messaggero di Allah, Kisra e Cesare vivono nell’agiatezza in cui si trovano, e voi siete il Messaggero di Allah.» Egli disse: «Non sei contento che per loro vi sia il mondo e per noi vi sia l’aldilà?»

L’episodio di Hadrat ‘Umar, che Allah sia soddisfatto di lui, è stato narrato da Hadrat Masih Mau’ud, su di lui la pace, nel modo seguente: tale era la condizione del godimento mondano dell’Inviato di Allah, pace e benedizioni di Allah su di lui, che una volta Hadrat ‘Umar, che Allah sia soddisfatto di lui, andò a trovarlo. Mandò un ragazzo a chiedere il permesso. L’Inviato di Allah, pace e benedizioni di Allah su di lui, era disteso su una stuoia di palma. Quando Hadrat ‘Umar, che Allah sia soddisfatto di lui, entrò, egli si alzò a sedere. Hadrat ‘Umar, che Allah sia soddisfatto di lui, vide che la stanza era completamente vuota, senza alcun ornamento. Su un gancio pendeva una spada, oppure vi era quella stuoia su cui egli era disteso, i cui segni erano rimasti impressi sulla sua schiena benedetta. Hadrat ‘Umar, che Allah sia soddisfatto di lui, vedendo ciò, si mise a piangere. Egli chiese: «O ‘Umar, che cosa ti ha fatto piangere?» ‘Umar rispose che Kisra e Cesare possedevano ogni mezzo di lusso, mentre lui, che era il Messaggero di Allah e il sovrano dei due mondi, viveva in tale condizione. L’Inviato di Allah, pace e benedizioni di Allah su di lui, disse: «O ‘Umar, che interesse ho io per il mondo? Io trascorro il mio tempo come quel viaggiatore che, montato su un cammello, si incammina verso la meta agognata; il percorso è nel deserto e, a causa del caldo intenso, vedendo un albero, si riposa alla sua ombra; e non appena il sudore si asciuga un poco, riprende il cammino.»

Egli raccomandava la semplicità anche ai propri figli. Hadrat Musleh Mau’ud, descrivendo il carattere del Santo Profeta Muhammad, pace e benedizioni di Allah su di lui, ha riportato, con riferimento al Bukhari, che Hadrat Fatima si lamentò del dolore che le causava la macina a mano. Per macinare la farina bisognava girare la macina a mano, e ciò le procurava sofferenza. In quel medesimo periodo giunsero presso il Santo Profeta Muhammad, pace e benedizioni di Allah su di lui, alcuni schiavi. Hadrat Fatima si recò dal Santo Profeta Muhammad, pace e benedizioni di Allah su di lui, ma non lo trovò in casa; lasciò quindi notizia della sua visita a Hadrat Aisha e tornò a casa propria. Quando il Santo Profeta Muhammad, pace e benedizioni di Allah su di lui, rientrò, Hadrat Aisha lo informò della visita di Hadrat Fatima. Egli si recò allora a casa di Hadrat Fatima. Hadrat Fatima racconta: «Eravamo già coricati nei nostri letti. Quando lo vidi arrivare, volli alzarmi, ma il Santo Profeta Muhammad, pace e benedizioni di Allah su di lui, disse: “Restate dove siete.”» Poi egli si sedette tra i due, tanto che Hadrat Fatima sentì la freschezza dei suoi piedi sul proprio petto. Quando si fu seduto, disse: «Non vi indico forse qualcosa di meglio di ciò che mi avete chiesto?» — poiché Hadrat Fatima aveva lasciato detto a Hadrat Aisha di informarlo del motivo della sua visita. Il Santo Profeta Muhammad, pace e benedizioni di Allah su di lui, disse loro: «Vi indico qualcosa di ancor migliore, ed è questo: quando vi coricate nei vostri letti, dite trentaquattro volte il Takbir, trentatré volte

سُبْحَانَ اللهِ

e trentatré volte

اَلْحَمْدُ لِلّٰهِ

Questo è per voi meglio di un servitore.»

Hadrat Musleh Mau’ud scrive che da questo episodio si comprende quanto il Santo Profeta Muhammad, pace e benedizioni di Allah su di lui, fosse scrupoloso nella distribuzione dei beni: nonostante Hadrat Fatima avesse bisogno di un servitore e la macina le causasse dolore alle mani, egli non le assegnò alcun servitore, ma la indirizzò piuttosto alla preghiera e la orientò verso Allah l’Altissimo. Se avesse voluto, avrebbe potuto darle un servitore, poiché i beni che gli pervenivano per la distribuzione erano destinati ai Compagni, e in essi vi era anche il diritto di Hadrat Ali, e Hadrat Fatima ne era parimenti meritevole. Tuttavia il Santo Profeta Muhammad, pace e benedizioni di Allah su di lui, agì con somma prudenza e non volle attingere a quei beni per i propri cari e parenti, poiché vi era il rischio che le generazioni future ne traessero conclusioni errate, e che i sovrani ritenessero lecito appropriarsi dei beni pubblici per sé stessi — quei sovrani che sarebbero sorti nella comunità avrebbero potuto considerarlo lecito.

E in effetti, ancora oggi quei sovrani ritengono lecite tali cose — anzi, considerano lecito persino ciò che è illecito. Per questa ragione, a titolo di precauzione, il Santo Profeta Muhammad, pace e benedizioni di Allah su di lui, non assegnò a Hadrat Fatima alcuno degli schiavi e delle schiave che in quel momento gli erano stati portati per essere distribuiti. Occorre tuttavia ricordare che Allah l’Altissimo aveva stabilito una quota di quei beni per lui e per i suoi parenti — non vi era alcun divieto in proposito — e da essa egli provvedeva alle proprie spese e a quelle dei suoi familiari. Sì, ma finché una cosa non rientrava nella sua quota, non la spendeva assolutamente, e non la dava neppure ai parenti più cari. Può il mondo addurre l’esempio di un sovrano che sia stato così fedele custode del tesoro pubblico? Se un tale esempio esiste, lo si può trovare soltanto tra i servitori di questa pura persona; gli altri popoli e le altre religioni non possono offrire nulla di simile.

Quanto alla semplicità che egli dimostrò nel corredo della propria figlia, Hadrat Ali racconta che quando il Messaggero di Allah, pace e benedizioni di Allah su di lui, celebrò il suo matrimonio con Hadrat Fatima, le inviò come corredo: un mantello di seta, un materasso di cuoio riempito di fibre di palma da dattero, due macine a mano, un otre e due brocche. Ecco qual era il suo standard di semplicità. Se avesse voluto, avrebbe potuto donare ben di più. La gente contrae persino debiti per allestire un corredo. I suoi Compagni avrebbero potuto offrirgli generosamente qualsiasi cosa; senza alcun prestito si sarebbe potuto preparare molto. Vi erano molte persone facoltose in grado di procurare ogni bene, eppure egli la congedò nella massima semplicità.

In un’altra narrazione, riportata da Umm ul-Mu’minin Hadrat Aisha, che Allah sia soddisfatto di lei, e da Umm ul-Mu’minin Hadrat Umm Salama, che Allah sia soddisfatto di lei, si legge che il Santo Profeta Muhammad, pace e benedizioni di Allah su di lui, ordinò loro di preparare Hadrat Fatima nel giorno del suo matrimonio, affinché potesse essere condotta da Ali. Prima di ciò, esse avevano allestito la stanza, e ne descrivono così l’aspetto: «Intonachiamo la stanza con argilla, poi preparammo due cuscini riempiti di fibre di palma da dattero. Offrimmo alla gente datteri e uva da mangiare e acqua dolce da bere. Prendemmo un’asse di legno e la appoggiammo a un lato della stanza, affinché servisse ad appendere abiti e l’otre.» Esse concludono: «Non abbiamo mai visto un matrimonio più bello di quello di Hadrat Fatima — era un matrimonio di grande semplicità.»

Questo è soltanto il quadro che esse hanno tracciato di quel matrimonio. Secondo i criteri dell’epoca, egli stabilì i più alti standard di semplicità, e insegnò alla propria figlia che la cosa essenziale è proprio questa semplicità e il compiacimento di Allah, che ogni credente deve sforzarsi di conseguire.

Hadrat Musleh Mau’ud, che Allah sia soddisfatto di lui, menzionando la semplicità di questo re, afferma in un passo: Il Santo Profeta Muhammad, pace e benedizioni di Allah su di lui, negli ultimi anni della sua vita era un re. Nessuno poteva dubitarne. Ma ciò che occorre esaminare è: quali vantaggi mondani trasse egli da questa regalità? Ad esempio, in quale misura procurò il benessere delle mogli e dei figli, il benessere degli amici e il benessere dei parenti attraverso questa regalità? Riflettendo attentamente, si comprende che il Santo Profeta Muhammad, pace e benedizioni di Allah su di lui, non trasse alcun vantaggio mondano da questa regalità; anzi, nel corso di tutta la sua vita offrì sacrifici per il bene degli altri. Egli non considerò mai propri i territori conquistati né le proprietà. La grande controversia tra sunniti e sciiti, sorta dopo la sua scomparsa, ha le sue radici proprio nel fatto che il Santo Profeta Muhammad, pace e benedizioni di Allah su di lui, non considerò i territori conquistati e le proprietà come beni personali di sua proprietà, e non ritenne lecito che tali beni potessero essere trasmessi alla sua famiglia per via ereditaria. Eppure le dispute che sorsero furono proprio legate alla questione dell’eredità. Dunque, dal governo egli non trasse alcun vantaggio personale. Riguardo alla sua discendenza, vediamo che egli non lasciò nulla al mondo per i suoi figli; anzi, al momento della sua scomparsa, molti dei suoi beni erano dati in pegno o in garanzia, e da essi si attingeva per le spese domestiche. Ciò è attestato dalla storia. Nella vita di un uomo accade talvolta che le necessità lo costringano a dare in pegno i propri beni. Allo stesso modo, il Santo Profeta Muhammad, pace e benedizioni di Allah su di lui, attraversò periodi di ristrettezza e di agiatezza. Riguardo alla stessa Hadrat Fatima, si narra che in occasione di una battaglia, quando giunse un grande bottino, Fatima chiese al Santo Profeta Muhammad, pace e benedizioni di Allah su di lui, di concederle una serva da quel bottino che la aiutasse nelle faccende domestiche. Egli rispose a Hadrat Fatima che quel bene non era suo, bensì apparteneva ad Allah l’Altissimo, e che non poteva darle nulla di esso; le disse invece di ricordare Allah l’Altissimo e di abbandonare il pensiero della serva.

Riguardo alla sua vita domestica semplice e alla sua partecipazione ai lavori di casa, vi è una narrazione in cui Aswad riferisce: chiesi a Hadrat Aisha cosa facesse il Profeta, pace e benedizioni di Allah su di lui, in casa sua. Ella rispose che egli si occupava dei lavori domestici della sua famiglia, ossia li aiutava nelle faccende. Quando giungeva il momento della preghiera, si recava a compierla. Ancora oggi molte donne mi scrivono riguardo ai loro mariti, lamentando che questi hanno un atteggiamento tirannico e autoritario in casa e cercano di comportarsi da padroni. Tali mariti dovrebbero guardare a questo esempio e correggere se stessi.

Vi è una narrazione che illustra con quale semplicità egli conducesse la sua vita, come un uomo qualunque. Hadrat Hasana bint Khalid e Hadrat Sawad ibn Khalid si recarono alla presenza del Messaggero di Allah, pace e benedizioni di Allah su di lui, mentre egli era intento a riparare un muro o la propria abitazione. Entrambi i Compagni si unirono a lui nel lavoro. Vi è poi una narrazione di Hadrat Aisha riguardo alla vita semplice del Santo Profeta Muhammad, pace e benedizioni di Allah su di lui, e alle sue abitudini quotidiane. Ella racconta: mi fu chiesto cosa facesse il Messaggero di Allah, pace e benedizioni di Allah su di lui, in casa sua. Risposi: egli era un essere umano come gli altri esseri umani; lavava i propri abiti, mungeva la propria capra e sbrigava da sé i propri affari. Nel commento a questo hadith si legge: il Santo Profeta Muhammad, pace e benedizioni di Allah su di lui, era un essere umano. Hadrat Aisha osservò che i miscredenti ritenevano che non fosse degno di un profeta compiere le stesse azioni della gente comune. Costoro lo avevano immaginato simile ai re, poiché i re, per superbia, si tengono al di sopra delle occupazioni ordinarie e umili. Come Allah l’Altissimo ha riportato le loro parole:

مَالِ هَذَا الرَّسُولِ يَأْكُلُ الطَّعَامَ وَيَمْشِي فِي الْأَسْوَاقِ

«Che cosa ha questo Messaggero, che mangia il cibo e cammina per i mercati» come un uomo qualunque?

Hadrat Aisha disse: il Santo Profeta Muhammad, pace e benedizioni di Allah su di lui, era uno degli esseri creati da Allah l’Altissimo, un individuo tra i figli di Adamo. Allah l’Altissimo lo onorò con il rango della profezia e lo elevò alla dignità della messaggeria. Egli si comportava con le creature con nobiltà di carattere, e con Allah l’Altissimo con sincerità e devozione. Pertanto compiva le stesse azioni che compivano gli altri e praticava l’umiltà, aiutandoli nelle loro faccende, affinché insegnasse loro con l’esempio ad adottare l’umiltà e a guardarsi dall’arroganza e dalla superbia. Era una vita assolutamente semplice.

Hadrat Abu Hurayra, che Allah sia soddisfatto di lui, riferisce dal Profeta, pace e benedizioni di Allah su di lui, che egli disse: Allah non ha inviato alcun profeta che non abbia fatto il pastore. I suoi Compagni dissero: O Messaggero di Allah, anche voi avete fatto il pastore? Egli rispose: sì, anch’io facevo pascolare le capre degli abitanti della Mecca per alcuni qirat. Alcuni studiosi hanno sostenuto che il Santo Profeta Muhammad, pace e benedizioni di Allah su di lui, non fece il pastore in cambio di qirat o simili compensi, affermando invece che “Qararit” sarebbe il nome di un luogo, ossia che il Santo Profeta Muhammad, pace e benedizioni di Allah su di lui, avrebbe fatto pascolare le capre in un posto chiamato Qararit, poiché nel hadith compare il termine “Qararit”. Tuttavia, secondo molti studiosi e commentatori, questa opinione non è corretta, poiché svolgere tale lavoro a pagamento non è contrario alla dignità di un profeta. Nel Sacro Corano vi è infatti un chiaro riferimento al fatto che Hadrat Musa, su di lui la pace, lavorò a pagamento: nella Sura Al-Qasas, ai versetti ventotto e ventinove, è narrato in dettaglio che egli lavorò a pagamento presso il padre delle due fanciulle, su richiesta di quest’ultimo, e sposò una di esse. È dunque una forzatura inutile da parte di quegli studiosi voler negare che il Santo Profeta Muhammad, pace e benedizioni di Allah su di lui, abbia fatto pascolare le capre in cambio di un compenso. Per questo motivo alcuni biografi e commentatori di hadith hanno chiarito che con “Qararit” si intendono i qirat e non un luogo o una località. Anche il nostro commentatore di Bukhari, Sayyid Zain ul-Abidin Waliullah Shah Sahib, che Allah abbia misericordia di lui, afferma che “Qararit” è il plurale di “qirat”, e che un qirat equivaleva al peso di quattro rati d’argento.

Hadrat Musleh Mau’ud, che Allah sia soddisfatto di lui, menzionando la semplicità di questo re, afferma in un passo: Il Santo Profeta, pace e benedizioni di Allah su di lui, negli ultimi anni della sua vita era un re. Nessuno poteva dubitarne. Ma ciò che occorre esaminare è: quali vantaggi mondani trasse egli da questa regalità? Ad esempio, in che misura si avvalse di essa per il benessere delle mogli e dei figli, degli amici e dei parenti? Riflettendo attentamente, si comprende che il Santo Profeta, pace e benedizioni di Allah su di lui, non trasse alcun vantaggio mondano da quella regalità; anzi, nel corso dell’intera sua vita non fece altro che offrire sacrifici per il bene dell’umanità. Egli non considerò mai propri i territori conquistati né le proprietà. La grande controversia tra sunniti e sciiti, sorta dopo la sua scomparsa, ha le sue radici proprio nel fatto che il Santo Profeta, pace e benedizioni di Allah su di lui, non considerò i territori conquistati e le proprietà come beni personali di sua proprietà, e non ritenne lecito che tali beni potessero essere trasmessi alla sua famiglia per via ereditaria. Eppure le dispute che sorsero ruotarono proprio attorno alla questione dell’eredità. Dunque, egli non trasse alcun vantaggio personale dal governo. Riguardo alla sua discendenza, vediamo che il Santo Profeta, pace e benedizioni di Allah su di lui, non lasciò loro nulla di materiale in questo mondo; anzi, al momento della sua scomparsa, molti dei suoi beni erano dati in pegno o in garanzia, e da essi si attingeva per le spese domestiche. Ciò è attestato dalla storia. Nella vita di un uomo accade talvolta che le necessità lo costringano a dare in pegno i propri averi. Allo stesso modo, per il Santo Profeta, pace e benedizioni di Allah su di lui, si alternavano periodi di ristrettezza e di agiatezza. Riguardo a Hadrat Fatima, che Allah sia soddisfatta di lei, è tramandato che, quando in una battaglia giunse un grande bottino, ella chiese al Santo Profeta, pace e benedizioni di Allah su di lui, di concederle una serva da quel bottino che l’aiutasse nelle faccende domestiche. Egli le rispose: «Questo bene non è mio, è di Allah; non posso darti nulla di esso. Occupati del ricordo di Allah e abbandona il pensiero della serva.»

Riguardo alla sua vita domestica semplice e alla sua partecipazione ai lavori di casa, in una narrazione si riporta che Aswad racconta: «Chiesi a Hadrat ‘A’isha, che Allah sia soddisfatta di lei, cosa facesse il Profeta, pace e benedizioni di Allah su di lui, in casa.» Ella rispose: «Si occupava dei lavori domestici dei suoi familiari, cioè li aiutava nelle loro faccende. Quando giungeva il momento della preghiera, si recava alla Salat.» Ancora oggi molte donne mi scrivono riguardo ai loro mariti, lamentando che essi tengono in casa un atteggiamento tirannico e autoritario, cercando di comportarsi da padroni. Tali mariti dovrebbero guardare a questo esempio e correggere se stessi.

Con quale semplicità egli trascorreva la vita, alla stregua di un uomo comune, lo illustra un’altra narrazione. Hadrat Hasana ibn Khalid e Hadrat Sawad ibn Khalid si recarono alla presenza del Messaggero di Allah, pace e benedizioni di Allah su di lui, mentre egli era intento a riparare un muro o la propria abitazione. Entrambi i Compagni, che Allah sia soddisfatto di loro, si unirono a lui e lo aiutarono nel lavoro.

Riguardo alla vita semplice del Santo Profeta, pace e benedizioni di Allah su di lui, e alle sue abitudini quotidiane, vi è una narrazione di Hadrat ‘A’isha, che Allah sia soddisfatta di lei. Ella riferisce: «Mi fu chiesto cosa facesse il Messaggero di Allah, pace e benedizioni di Allah su di lui, in casa.» Rispose: «Era un essere umano come gli altri: lavava da sé i propri abiti, mungeva la sua capra e sbrigava da solo le proprie faccende.» Nel commento a questo hadith si legge: il Santo Profeta, pace e benedizioni di Allah su di lui, era un essere umano. Hadrat ‘A’isha osservò che i miscredenti ritenevano che non si addicesse a un profeta compiere le stesse opere degli uomini comuni. Costoro lo avevano assimilato ai re, poiché i re, per superbia, si tengono al di sopra delle occupazioni ordinarie e umili. Come Allah, Glorificato sia, ha riportato le loro parole:

مَالِ هَٰذَا الرَّسُولِ يَأْكُلُ الطَّعَامَ وَيَمْشِي فِي الْأَسْوَاقِ

«Che cosa ha questo Messaggero, che mangia il cibo e cammina per i mercati» come un uomo qualunque?

Hadrat ‘A’isha, che Allah sia soddisfatta di lei, disse: «Il Santo Profeta, pace e benedizioni di Allah su di lui, era una creatura di Allah tra le Sue creature, un individuo tra i figli di Adamo. Allah gli conferì l’onore della profezia e lo elevò alla dignità della missione profetica. Egli si comportava con le creature con nobiltà di carattere e con Allah con sincerità e devozione. Pertanto compiva le stesse opere degli altri uomini, praticava l’umiltà e li aiutava nelle loro faccende, affinché insegnasse loro con l’esempio ad adottare la modestia e a guardarsi dall’arroganza e dalla superbia.» Una vita di assoluta semplicità.

Hadrat Abu Hurayra, che Allah sia soddisfatto di lui, riporta dal Profeta, pace e benedizioni di Allah su di lui, che egli disse: «Allah non ha inviato alcun profeta che non abbia fatto il pastore.» I suoi Compagni, che Allah sia soddisfatto di loro, dissero: «O Messaggero di Allah, anche voi avete fatto il pastore?» Egli rispose: «Sì, anch’io facevo pascolare le pecore dei Meccani per alcuni qirat.» Alcuni studiosi hanno sostenuto che il Santo Profeta, pace e benedizioni di Allah su di lui, non fece il pastore in cambio di qirat come compenso, bensì che “Qararit” sarebbe il nome di un luogo, e che egli avrebbe fatto pascolare le pecore in un posto chiamato Qararit, poiché nel hadith compare appunto la parola “Qararit”. Tuttavia, secondo la maggior parte degli studiosi e dei commentatori, questa opinione non è corretta, poiché lavorare a pagamento non è affatto in contrasto con la dignità di un profeta. Il Sacro Corano menziona esplicitamente che Hadrat Musa, su di lui la pace, lavorò a pagamento: nella Sura Al-Qasas, ai versetti ventotto e ventinove, è narrato in dettaglio che egli lavorò alle dipendenze del padre delle due fanciulle su richiesta di quest’ultimo, e sposò una di esse. È dunque un’inutile forzatura da parte di quegli studiosi voler negare che il Santo Profeta, pace e benedizioni di Allah su di lui, abbia fatto il pastore dietro compenso. Per questa ragione alcuni biografi del Profeta e commentatori del hadith hanno chiarito che con “Qararit” si intendono i qirat, e non un luogo o una località. Anche il nostro commentatore di Bukhari, Sayyid Zain al-‘Abidin Wali Allah Shah, che Allah abbia misericordia di lui, afferma che “Qararit” è il plurale di “qirat”, e che un qirat equivaleva al peso di quattro rati d’argento.

‘Allamah Burhan al-Din al-Halabi afferma che qararit indica le piccole frazioni del dirham e del dinaro con cui si acquistano cose di poco valore. L’Imam Bukhari ha riportato nel Kitab al-Ijarah la narrazione secondo cui il Santo Profeta Muhammad, pace e benedizioni di Allah su di lui, disse: «Solevo pascolare le greggi degli abitanti della Mecca per qararit», il che dimostra che qui con qararit si intende il compenso, non un luogo. In alcune versioni della narrazione, al posto di bil-qararit compare la parola bi-Ajyad, ossia il nome del luogo Ajyad; pertanto qararit si riferisce alla ricompensa, mentre Ajyad indica il nome di un luogo.

Hadrat Masih Mau’ud, su di lui la pace, afferma: il nostro Signore e Padrone, pace e benedizioni di Allah su di lui, trascorse una gran parte della sua vita — quarant’anni — nell’abbandono, nel disagio e nell’orfanezza. In quel periodo nessun parente o congiunto adempì, nella solitudine, al dovere della parentela e della vicinanza. Al punto che quel re spirituale, nella sua tenera fanciullezza, fu affidato come un bambino senza tutori ad alcune donne nomadi e beduine. In quello stato di abbandono e di povertà, il Signore degli uomini trascorse i giorni dell’allattamento. E quando raggiunse l’età del discernimento, quelle genti del deserto — come si fa con i bambini orfani e soli che non hanno nessuno al mondo — affidarono a quel Makhdum al-‘Alamin il compito di pascolare le greggi. In quei giorni di ristrettezza, il suo nutrimento non era altro che cereali di qualità infima o latte di capra.

In un altro passo, Hadrat Masih Mau’ud, su di lui la pace, afferma: Allah ha fatto in realtà un grande favore disponendo che anche la povertà facesse parte della vita dei profeti. Il Santo Profeta Muhammad, pace e benedizioni di Allah su di lui, pascolava le greggi; Mosè, su di lui la pace, pascolò le greggi. Potrebbero mai fare questo i ricchi e i potenti? Giammai. Vi è un episodio che merita di essere ricordato: il Santo Profeta Muhammad, pace e benedizioni di Allah su di lui, si trovò a passare per una foresta dove crescevano alcuni alberi da frutto. Alcuni Compagni che erano con lui cominciarono a cogliere e a mangiare i frutti. Egli, pace e benedizioni di Allah su di lui, disse: «Mangiate i frutti di quell’albero là, sono molto dolci, sono i migliori». I Compagni domandarono: «O Profeta! Come lo sapete?». Egli rispose: «Quando pascolavo le greggi, venivo anche in questa foresta e mangiavo quei frutti». Allo stesso modo, Allah l’Altissimo non ha disposto che i profeti provenissero da famiglie regali, poiché in tal caso una qualche traccia di arroganza e di superbia sarebbe inevitabilmente rimasta in loro.

Hadrat Muslih Mau’ud, che Allah abbia misericordia di lui, afferma: il modello di vita dei re che lo circondavano non era tale da potergli trasmettere quelle impressioni che si manifestano nelle sue azioni, pace e benedizioni di Allah su di lui. È degno di riflessione anche il fatto che Allah l’Altissimo aveva conferito a lui, pace e benedizioni di Allah su di lui, un rango tale da renderlo il punto di riferimento del pensiero di tutta la creazione. Da un lato Roma osservava con sospetto la sua crescente potenza, dall’altro la Persia guardava con diffidenza il suo ascendente in espansione, ed entrambe erano preoccupate di quale misura adottare per arginare quella marea. Per questo motivo, emissari di entrambi gli imperi venivano e andavano da lui, e con essi era in corso uno scambio di corrispondenza. In tale situazione, apparentemente sarebbe stato necessario, per incutere timore a quelle genti, che egli tenesse al suo seguito un gruppo di servitori e si presentasse in un modo tale da colpire e intimidire quegli uomini. Ma egli non lo fece mai. Non solo non tenne un gruppo di servitori, ma non assunse nemmeno un domestico per i lavori di casa, e provvedeva da solo a tutto. Riguardo a Hadrat ‘A’ishah, che Allah sia soddisfatto di lei, è riportato che le fu chiesto: «Cosa faceva il Nobile Profeta, pace e benedizioni di Allah su di lui, in casa?». Ella rispose: «Serviva la sua famiglia» — questa è un’espressione araba — ossia, prestava servizio ai suoi cari. E quando giungeva il momento della preghiera, usciva per compierla. Da questo hadith si comprende con quale semplicità egli vivesse e come, pur essendo un sovrano, non vi fosse in casa sua alcun domestico per i lavori domestici; anzi, nei momenti liberi, egli stesso collaborava con le sue pure spose ai lavori di casa. Allah, Allah! Che vita semplice! Che esempio senza pari! Si può forse trovare un altro essere umano che, pur essendo re, abbia dato questo esempio — non avere nemmeno un domestico per i lavori di casa? Se qualcuno lo ha dato, sarà stato tra i suoi servitori; nessun altro re che non si onori di essere suo seguace ha mai dato un tale esempio. Si trovano anche coloro che, per timore del mondo, lo hanno abbandonato del tutto. Si trovano anche coloro che si sono immersi nel mondo e ne sono diventati schiavi. Ma questo esempio — portare sulle proprie spalle il peso della riforma del mondo, tenere nelle proprie mani le redini del governo delle nazioni, e tuttavia restare distaccato da esso, non amarlo, e pur essendo re scegliere la povertà — questa qualità non si trova in nessuno all’infuori del Santo Profeta Muhammad, pace e benedizioni di Allah su di lui, e dei suoi servitori. Coloro che non avevano nulla e non trovavano nemmeno un tetto sotto cui ripararsi, e che i nemici non lasciavano vivere in pace da nessuna parte, costretti a spostarsi di continuo — la loro semplicità non costituisce un esempio elevato. Chi non possiede nulla, che magnificenza può mai ostentare? Ma essere il re dell’Arabia, distribuire di propria mano centinaia di migliaia di rupie tra la gente, e al tempo stesso occuparsi personalmente dei lavori di casa — questa è una cosa che non può fare a meno di attrarre a sé gli sguardi delle persone dotate di perspicacia.

Hadrat Masih Mau’ud, su di lui la pace, narra che la perfezione dei costumi del Nobile Profeta, pace e benedizioni di Allah su di lui, era tale che se anche una vecchia lo prendeva per mano, egli si fermava, ascoltava le sue parole con attenzione, e non si congedava finché non fosse lei stessa a lasciarlo andare. Con grande semplicità e umiltà ascoltava ciò che ella aveva da dire. ‘Adi ibn Hatim, figlio del celebre personaggio arabo Hatim al-Ta’i, racconta: «Mi misi in cammino verso il Messaggero di Allah, pace e benedizioni di Allah su di lui, finché giunsi a Medina. Entrai nella moschea e mi presentai al Messaggero di Allah, pace e benedizioni di Allah su di lui, e lo salutai. Il Messaggero di Allah, pace e benedizioni di Allah su di lui, chiese: “Chi sei?”. Risposi: “Sono ‘Adi ibn Hatim”. Il Messaggero di Allah, pace e benedizioni di Allah su di lui, si alzò e si avviò per condurmi verso la sua casa, quando per strada si fece avanti una donna anziana che per lungo tempo gli espose la propria necessità. Il Santo Profeta Muhammad, pace e benedizioni di Allah su di lui, rimase in piedi per lei». ‘Adi — il figlio di Hatim — dice: «Dissi tra me: quest’uomo non può essere un re; i re non hanno tali costumi da restare in piedi con umiltà accanto a una povera donna». Poi il Santo Profeta Muhammad, pace e benedizioni di Allah su di lui, mi condusse nella sua abitazione, prese un cuscino di cuoio ripieno di fibre di palma, lo gettò verso di me e disse: “Siediti su questo”. Risposi: “Accomodatevi voi”. Egli disse: “No, siediti tu”. Alla fine mi sedetti su di esso ed egli si sedette per terra. Vedendo la sua semplicità e la sua umiltà, dissi tra me: questo non è affatto il comportamento di un re». ‘Adi conclude: «Fu vedendo la sua nobiltà d’animo e la sua semplicità che abbracciai l’Islam».

اَللّٰهُمَّ صَلِّ عَلَىٰ مُحَمَّدٍ وَعَلَىٰ آلِ مُحَمَّدٍ وَبَارِكْ وَسَلِّمْ إِنَّكَ حَمِيدٌ مَجِيدٌ

O Allah, benedici Muhammad e la famiglia di Muhammad, e concedi loro benedizioni e pace; in verità Tu sei Degno di lode e Glorioso.

In questo momento desidero rinnovare anche il richiamo alle preghiere per gli Ahmadi del Pakistan. Nel nome di Allah, l’Eccelso, e del Suo Messaggero, persone oppressive — che in realtà non sono altro che terroristi — oppure individui mossi da interessi personali, stanno portando all’estremo le persecuzioni contro gli Ahmadi. Talvolta anche i funzionari governativi si trovano a sostenere costoro. Per timore dei mullah, le cauzioni per i detenuti non vengono concesse, oppure i giudici temono di pronunciare sentenze a loro favore. Vi sono anche alcuni funzionari coraggiosi e giudici integri che talvolta mostrano audacia, ma in generale questi elementi faziosi e corruttori, nel nome dell’Islam, hanno creato nel paese un clima di paura, e l’intera macchina statale li teme. Possa Allah, l’Eccelso, disporre presto la presa su questi malvagi e corruttori. Anche gli Ahmadi pakistani dovrebbero, in questi giorni, porre particolare enfasi sul Durud, sull’Istighfar e sulle preghiere che ho loro indicato. Dedichino maggiore attenzione alle preghiere facoltative (Nawafil) e rivolgano suppliche abbondanti ad Allah, l’Eccelso, affinché li ripari sotto la Sua protezione da questi oppressori. Possa Allah, l’Eccelso, concedere loro anche la Taufiq di farlo.

Analogamente, anche in Malaysia la situazione contro la Jama’at è assai deteriorata. Anche là alcune istituzioni governative stanno esercitando pressioni sugli Ahmadi: le nostre moschee vengono perquisite e si verificano arresti arbitrari senza alcuna giustificazione. Possa Allah, l’Eccelso, tenere anche gli Ahmadi della Malaysia sotto la Sua protezione e salvaguardia.


Secondo Sermone a seguire.

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