21 ottobre 2026
Dal sermone del venerdì pronunciato da Hazrat Khalifatul Masih V, che Allah l’Altissimo lo sostenga con il Suo potente aiuto, il 7 novembre 2025.
مَثَلُ الَّذِی۔نَ یُن۔فِقُو۔نَ اَم۔وَالَہُم۔ فِی۔ سَبِی۔لِ اللّٰہِ کَمَثَلِ حَبَّۃٍ اَن۔ۢبَتَت۔ سَب۔عَ سَنَابِلَ فِی۔ کُلِّ سُن۔ۢبُلَۃٍ مِّائَۃُ حَبَّۃٍ ؛ وَاللّٰہُ یُضٰعِفُ لِمَن۔ یَّشَٓاءُ ؛ وَاللّٰہُ وَاسِعٌ عَلِی۔مٌ
«Coloro che spendono i propri beni sulla via di Allah sono simili a un chicco che produce sette spighe, ciascuna delle quali contiene cento chicchi. E Allah moltiplica ulteriormente per chi vuole. Allah è Immenso, Onnisciente». (Sura al-Baqara, 2:262)
Per grazia di Allah l’Altissimo, il primo novembre ha inizio il nuovo anno finanziario della Tehrik-e-Jadid della Comunità.
In questa occasione si annuncia il nuovo anno della Tehrik-e-Jadid e si ricordano anche i sacrifici finanziari compiuti dalle comunità nel corso dell’anno precedente. Si parla inoltre dell’importanza del sacrificio finanziario. Prima di affrontare questi aspetti, desidero illustrare brevemente l’importanza di tali sacrifici e il contesto nel quale nacque la Tehrik-e-Jadid.
La Tehrik-e-Jadid ebbe inizio nel 1934. Tra voi vi sono persone entrate da poco nella Comunità, giovani e bambini che potrebbero non conoscerne la storia. Spiego dunque che, come ho detto, la Tehrik-e-Jadid fu avviata nel 1934 da Hazrat Musleh Maud (ra).
L’occasione fu un’ondata di agitazione sollevata allora dagli Ahrar contro la Comunità, accompagnata da grande clamore. Imperversava una vera e propria tempesta di opposizione, e il loro slogan era: «Cancelleremo l’Ahmadiyya dalla faccia della terra. Di Qadian non rimarrà alcuna traccia: la raderemo al suolo». Avevano inoltre intenzione di profanare il Bahishti Maqbara, dove si trova la tomba del Messia Promesso (as). Per queste persone, simili comportamenti sono cosa abituale.
Anche allora il governo non offriva alla Comunità la protezione dovuta; sarebbe anzi più appropriato dire che sosteneva gli oppositori. In quelle circostanze, Hazrat Musleh Maud (ra) esortò la Comunità a costituire un fondo, affinché potessimo portare il messaggio dell’Ahmadiyya e dell’Islam in ogni angolo del mondo e rafforzare ulteriormente l’organizzazione della Comunità. In questo modo avremmo potuto contrastare gli intrighi e il clamore degli oppositori e dimostrare la falsità della propaganda contro la Comunità. Ma non si trattava soltanto di confutare tale propaganda: dovevamo anche adempiere pienamente al nostro dovere di diffondere il messaggio, perché fino ad allora non lo avevamo assolto con la serietà necessaria.
Fu con questo intento che Hazrat Musleh Maud (ra) annunciò la Tehrik-e-Jadid. Dichiarò inoltre che dovevamo diffondere il messaggio dell’Islam e dell’Ahmadiyya sia nel nostro Paese sia nel resto del mondo, affinché il nemico non potesse compromettere i nostri progetti, ovunque tentasse di farlo. Se in un luogo vi fosse stata opposizione, in un altro si sarebbe dovuto vedere progresso, mentre l’organizzazione della Comunità avrebbe continuato a espandersi.
Per grazia di Allah l’Altissimo, oggi vediamo che il messaggio dell’Ahmadiyya e del vero Islam ha raggiunto tutti i Paesi del mondo e che i nostri missionari vi operano. Abbiamo costruito moschee in diversi Paesi. Le nostre scuole e i nostri ospedali sono attivi. I missionari e i murabbi della Comunità hanno l’opportunità di prestare servizio. Si pubblica letteratura. Oltre allo studio centrale, sono stati istituiti studi MTA in diversi Paesi, dando vita a una rete diffusa nel mondo. Sono state fondate anche stazioni radiofoniche. Sebbene una parte considerevole delle spese per tutte queste attività venga coperta anche da altri contributi, la Tehrik-e-Jadid vi svolge un ruolo molto importante.
È proprio nell’ambito della Tehrik-e-Jadid che sono stati formati missionari in tutto il mondo. Per grazia di Allah l’Altissimo, in circa sei o sette Paesi sono stati istituiti dei Jamia, seminari nei quali vengono formati missionari e murabbi. Questi si recano poi in varie parti del mondo per diffondere il messaggio dell’Islam e dell’Ahmadiyya.
Gli Ahrar affermavano: «Raderemo Qadian al suolo e cancelleremo l’Ahmadiyya dalla faccia della terra». Ancora oggi i nostri oppositori ripetono questi slogan.
Nei giorni scorsi si è tenuta a Rabwah una loro conferenza, un raduno durante il quale hanno nuovamente lanciato lo stesso slogan. Ogni anno, però, la risposta a questi proclami viene data dai progressi della Comunità e dalle grazie di Allah l’Altissimo. Le persone che entrano nella Comunità attraverso la bai‘at sono la risposta. La crescita della Comunità, oggi diffusa in duecentoventi Paesi, è la risposta: guardate! Voi proclamavate che l’avreste cancellata dalla faccia della terra, ma tali sono le grazie di Allah l’Altissimo che la Comunità continua a progredire.
Questo operato di Allah l’Altissimo e questo Suo sostegno dimostrano dunque che la rivendicazione del Messia Promesso (as) era vera e rimane vera. Per grazia di Allah l’Altissimo, l’Ahmadiyya non è una pianta messa a dimora da un essere umano, da un’organizzazione o da un governo: è una pianta messa a dimora da Dio stesso. Essa è ormai diventata un albero possente, i cui rami si estendono in tutto il mondo, e Allah l’Altissimo continua a farlo crescere e fruttificare. Questo processo prosegue e si amplia costantemente.
Anche nel versetto che ho recitato, Allah l’Altissimo afferma che coloro che spendono i propri beni sulla Sua via sono simili, come è stato spiegato nella traduzione, a un chicco che produce sette spighe, ciascuna contenente cento chicchi; anzi, Allah l’Altissimo moltiplica ancora di più. Allah l’Altissimo ha promesso: «Non lascio senza ricompensa ciò che spendete sulla Mia via; ho invece il potere di moltiplicare questo vostro sacrificio fino a settecento volte e persino oltre».
Con queste parole, Allah l’Altissimo ha suscitato nei cuori dei credenti l’impulso ad aprire sempre più il proprio cuore e a continuare a spendere sulla Sua via. Spendete per diffondere la religione di Allah: un compito che, in quest’epoca, era stato affidato al Messia Promesso e al Mahdi atteso, e che oggi è affidato alla sua Comunità. Allora Allah l’Altissimo benedirà i nostri beni.
Lo vediamo ogni anno, e io continuo a raccontarne gli esempi. Anche quest’anno vi sono numerosi episodi che mostrano come Allah l’Altissimo apra i cuori delle persone. In molti luoghi, esse continuano a compiere sacrifici senza lasciarsi trattenere dalla preoccupazione di eventuali ristrettezze. Allah l’Altissimo, poi, concede loro dei mezzi oppure dona pace ai loro cuori, ed esse sono felici del sacrificio compiuto.
Anche quando non ne vedono subito il risultato, dopo qualche tempo vengono esauditi persino quei desideri ai quali avevano rinunciato per poter compiere i loro sacrifici finanziari. Allah l’Altissimo afferma che vi sarà una ricompensa in questo mondo e anche nell’altro. Molti ricevono una ricompensa già in questa vita, mentre quella della vita futura è incalcolabile.
Anche gli studiosi del passato hanno spiegato questo versetto nello stesso modo. Per esempio, l’Imam Razi, che Allah abbia misericordia di lui, scrive nel suo commentario che Allah l’Altissimo ha promesso di restituire i beni moltiplicandoli.
Egli scrive che Allah l’Altissimo ha fornito prove del Suo potere di dare la vita e la morte. Se non vi fosse questo potere divino, l’ordine di spendere non avrebbe un fondamento saldo, poiché, se non esistesse un Essere capace di ricompensare e punire, spendere sarebbe vano.
Se non vi fossero ricompensa e castigo, Allah l’Altissimo non direbbe: «Spendete sulla Mia via e Io vi ricompenserò». Il significato è proprio questo: Allah l’Altissimo ricompensa coloro che compiono sacrifici sulla Sua via, mentre, per contro, chi commette peccati riceve anche il castigo.
A questo proposito, egli scrive che, in altre parole, è come se Allah l’Altissimo dicesse a chi spende:
«Tu sai che Io ti ho creato e ho portato a compimento su di te il Mio favore, e conosci il Mio potere di ricompensare e premiare. Questa tua conoscenza dovrebbe dunque incoraggiarti a spendere i tuoi beni».
È infatti Lui, Dio l’Altissimo, a ricompensare il poco con moltissimo. E proprio per illustrare questa abbondanza viene presentato l’esempio: «Per chi semina un chicco, Io faccio germogliare sette spighe, ciascuna contenente cento chicchi».
Proseguendo nella spiegazione, egli scrive:
یُن۔فِقُو۔نَ اَم۔وَالَہُم۔ فِی۔ سَبِی۔لِ اللّٰہِ
«Spendono i propri beni sulla via di Allah».
L’espressione sabil Allah, «la via di Allah», indica la religione: essi spendono dunque per la religione di Dio.
(Al-Tafsir al-Kabir, Imam Fakhr al-Din al-Razi, vol. 4, p. 39, Dar al-Kutub al-‘Ilmiyya, Beirut.)
Nella Comunità Ahmadiyya assistiamo continuamente a queste manifestazioni: vediamo come Allah l’Altissimo adempia la Sua promessa e realizzi queste Sue parole.

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