La deplorevole condizione degli studiosi religiosi di quest’epoca

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21 ottobre 2026

Considerate ora la condizione interna dell’Islam. Gli studiosi religiosi erano una fonte di benedizioni spirituali, ma la loro condizione è diventata tanto deplorevole che si prova vergogna persino a descriverla. Quando uno di loro si ostina in un errore, oppure ha pronunciato una certa affermazione, è impossibile che vi rinunci. Chiunque ne metta in luce l’errore viene immediatamente bollato come miscredente e Dajjal. Eppure, la persona sincera e veritiera ha questa caratteristica: non appena scopre un proprio errore, lo abbandona immediatamente, senza ostinarsi né insistervi. Le divisioni in sette, il disprezzo reciproco e l’ignoranza del Corano e dell’Islam rivelano chiaramente la loro condizione. Quanto alle questioni che riguardano soltanto questo mondo, anche le loro conseguenze e il loro castigo rimangono limitati a questo mondo; ma, nelle questioni che riguardano la vita futura, la negligenza e l’indifferenza conducono all’Inferno.

Talvolta, osservando la condizione di queste persone, rimango profondamente stupito e mi viene da pensare che non abbiano una fede certa in Allah l’Altissimo. Altrimenti, non si comprende come possano vedere questi segni e queste testimonianze, e ascoltare gli argomenti che presentiamo, senza esserne minimamente toccati. Quando a un credente viene presentata la Parola di Allah l’Altissimo, egli è subito colto da timore e non osa aprire bocca per smentirla. La loro condizione, invece, è davvero singolare. A sostegno della nostra veridicità, presentiamo anzitutto il fatto che Dio mi ha incaricato di una missione; poi, a conferma di tale affermazione, presentiamo i versetti del Corano. Essi, tuttavia, respingono entrambe le cose. Quando poi presentiamo la testimonianza del Santo Profeta (sa), questa sola dovrebbe incutere loro timore, eppure neppure essa produce alcun effetto. Vedono i segni di Dio l’Altissimo, ma li negano. Gli argomenti razionali non hanno alcun effetto su di loro. Insomma, vengono presentati tutti i mezzi attraverso i quali si può riconoscere una persona veritiera, ma essi non ne accettano neppure uno.

Si narra un episodio di Hazrat Gesù (as): una volta stava fuggendo, quando qualcuno gli chiese: «Perché fuggi?». Egli rispose: «Fuggo dagli ignoranti». Quell’uomo domandò: «Perché non reciti su di loro il Nome supremo di Dio, soffiando poi verso di loro?». Egli rispose: «Neppure il Nome supremo ha effetto su di loro».

In verità, anche l’ignoranza è una morte terribile. Ma, in questo caso, non si comprende di quale ignoranza si tratti: leggono il Corano, ne scrivono commentari e possiedono attestazioni di competenza negli hadith; eppure, quando noi presentiamo le nostre prove, le respingono. Non accettano essi stessi e non permettono neppure agli altri di accettare.

È sopraggiunta un’epoca in cui lo scopo e il fine dell’esistenza umana sono stati completamente dimenticati. Dio stesso indica così lo scopo della creazione dell’essere umano:

وَ مَا خَلَقْتُ الْجِنَّ وَ الْاِنْسَ اِلَّا لِيَعْبُدُوْنِ

«E non ho creato i jinn e gli esseri umani se non perché Mi adorassero». (Sura al-Dhariyat, 51:57)

Eppure oggi l’essere umano, nella sua stoltezza, abbandona la propria condizione di servo e vuole diventare egli stesso Dio. Quella sincerità e quella fedeltà, quella rettitudine e quel timore di Dio che Egli desidera sono scomparsi. Se ci si ferma in un mercato a osservare, si vedono centinaia di persone andare e venire, ma il loro scopo e il loro obiettivo sono esclusivamente mondani.

(Malfuzat, vol. 6, pp. 71–73, edizione 2022.)

Tradotto da Al-Fazl Urdu, 21 ottobre 2026.

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