Pregate molto nei momenti di prosperità
Hazrat Abu Huraira (ra) riferisce che il Messaggero di Allah ﷺ disse:
«Chi desidera che Allah accolga le sue preghiere nelle difficoltà dovrebbe pregare molto nei momenti di prosperità».
(Sunan al-Tirmidhi, Libro delle suppliche del Messaggero di Allah ﷺ, capitolo «Ciò che è stato tramandato sulla supplica del musulmano»).
Tradotto da Al Fazl Urdu, 27 agosto 2026.
Le frequenti risposte alle preghiere contraddistinguono coloro che sono vicini a Dio
Ricordate che l’accoglimento delle preghiere è un grande segno attraverso il quale si riconosce il favore di cui i servi di Dio godono presso di Lui. Anzi, nessun altro segno è paragonabile a questo, poiché la risposta alle preghiere dimostra che un servo gode di considerazione e onore presso Dio.
Sebbene non sia necessario che ogni preghiera venga accolta in ogni circostanza — talvolta, infatti, Dio, il Glorioso e il Maestoso, dispone secondo la propria volontà — non vi è tuttavia alcun dubbio che un segno di coloro che godono del favore del Signore della gloria sia proprio questo: le loro preghiere vengono accolte più frequentemente di quelle altrui e nessuno può eguagliarli in tale grado di accoglimento. Io posso giurare su Dio l’Altissimo che le mie preghiere sono state accolte migliaia di volte.
(Haqiqat-ul-Wahi, in Ruhani Khaza’in, vol. 22, p. 339).
Una volta, a causa del diabete, malattia che mi affligge da circa vent’anni, provai grande apprensione per la mia vista, poiché in simili malattie vi è un serio rischio di cataratta. Allora Dio l’Altissimo, per Sua grazia e benevolenza, mi donò conforto, rassicurazione e serenità attraverso questa rivelazione:
نَزَلَتِ الرَّحْمَةُ عَلٰى ثَلَاثٍ. الْعَيْنِ وَعَلَى الْأُخْرَيَيْنِ
«La misericordia è discesa su tre: l’occhio e gli altri due».
Vale a dire che la misericordia era discesa su tre organi: gli occhi e altri due organi, che non furono specificati.
Giuro su Dio l’Altissimo che la mia vista è ancora oggi quella che avevo all’età di quindici o vent’anni, sebbene io sia ormai giunto a quasi settant’anni. Questa è dunque proprio quella misericordia che mi era stata promessa nella rivelazione divina.
(Haqiqat-ul-Wahi, in Ruhani Khaza’in, vol. 22, p. 319).
Tradotto da Al Fazl Urdu, 27 agosto 2026.
Le ferventi suppliche del Santo Profeta ﷺ durante la battaglia di Badr
Durante la battaglia di Badr, quando il nemico si schierò contro il Santo Profeta ﷺ con i suoi valorosi combattenti, pronti a sacrificare la vita, erano già evidenti i segni del sostegno divino. I miscredenti si erano accampati su un terreno compatto, per avere una posizione salda, lasciando ai musulmani una zona sabbiosa. Dio l’Altissimo, però, fece scendere la pioggia, trasformando l’accampamento dei miscredenti in una distesa di fango e rendendo compatto il terreno su cui si trovavano i musulmani.
Si manifestavano anche altri segni del sostegno celeste. Eppure, il timore di Allah l’Altissimo dominava a tal punto il Santo Profeta ﷺ che, nonostante tutte le promesse e tutti i segni, egli era profondamente trepidante al pensiero che Dio è libero da ogni necessità e non è vincolato da alcuno. Con animo angosciato, Lo supplicava affinché concedesse la vittoria ai musulmani.
Pregava con tale insistenza che il mantello gli scivolava ripetutamente dalle spalle:
«O mio Dio! Compi la Tua promessa e concedi l’aiuto promesso. O mio Allah! Se oggi questa comunità di musulmani verrà annientata, non rimarrà nessuno al mondo ad adorarTi».
In quel momento era in uno stato di tale angoscia che talvolta si gettava in prosternazione e talvolta si alzava per invocare Dio, mentre il mantello continuava a scivolargli dalle spalle.
Hazrat Ali (ra) racconta: «Mentre combattevo, il mio pensiero tornava al Santo Profeta ﷺ. Correvo da lui e lo trovavo in prosternazione, mentre ripeteva: “Yā Ḥayyu, yā Qayyūm” — “O Vivente, o Tu che sostieni ogni cosa!”».
Vedendolo in quello stato, Hazrat Abu Bakr (ra), mosso dal suo profondo amore e dalla sua devozione, si turbava e diceva: «O Messaggero di Allah! Che mio padre e mia madre siano sacrificati per te! Non temere: Allah manterrà certamente le Sue promesse».
Eppure, secondo il detto:
Bar jān-e ʿāref tars tarsān-tar
«Quanto più profonda è la conoscenza di Dio, tanto più intenso è il timore».
Il Santo Profeta ﷺ continuava a pregare, piangendo e implorando. Nel suo cuore, colmo di timore reverenziale verso Dio, vi era la profonda e inquieta consapevolezza che nelle promesse divine potesse esserci un aspetto nascosto, la cui mancata conoscenza avrebbe potuto mutare il destino.
(Sahih al-Bukhari, Libro del jihad, capitolo sulla preghiera del Profeta ﷺ durante la battaglia).
Tradotto da Al Fazl Urdu, 27 agosto 2026.

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