Ricordare la missione profetica, la nascita e la morte del Santo Profeta ﷺ è fonte di ricompensa spirituale

Ricordare il Santo Profeta ﷺ è cosa assai lodevole. Anzi, dagli hadith risulta che il ricordo dei santi e dei profeti fa discendere la misericordia divina. Dio stesso ha esortato a ricordare i profeti. Tuttavia, se a tale ricordo si mescolano innovazioni religiose che compromettono l’unicità di Dio, ciò non è lecito. A Dio va riconosciuta la dignità che Gli è propria e al Profeta quella che gli spetta.

Oggi, nelle celebrazioni del Mawlid, abbondano espressioni che costituiscono innovazioni religiose, contrarie alla volontà di Dio. Se tali innovazioni fossero assenti, queste riunioni sarebbero semplicemente occasioni di esortazione religiosa. Ricordare la missione profetica, la nascita e la morte del Santo Profeta ﷺ è fonte di ricompensa spirituale. Non siamo autorizzati a inventare una nostra legge religiosa o un nostro libro sacro.

(Malfūẓāt, vol. 2, p. 305, edizione 2022.)

Il Santo Profeta ﷺ ci ha mostrato, con il proprio esempio, come agire: è questo che dobbiamo seguire. Al vero credente basta verificare se il Santo Profeta ﷺ abbia compiuto una determinata azione e, in caso contrario, se abbia ordinato di compierla. Il profeta Abramo (as) era un suo antenato ed era degno di venerazione. Come mai, allora, egli non fece celebrare il suo Mawlid?

(Malfūẓāt, vol. 2, p. 308, edizione 2022.)

Fonte: tradotto dall’urdu da Al Fazl Urdu, 26 agosto 2026.

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