L’impareggiabile compassione del Santo Profeta ﷺ verso le creature di Dio

3 settembre 2026

L’amore del Santo Profeta ﷺ per Allah l’Altissimo aveva raggiunto un grado così elevato che lo portò ad amare profondamente anche le creature di Dio. Egli ﷺ non poteva sopportare che esse soffrissero. Quando Allah l’Altissimo tratta le Sue creature secondo i Suoi attributi di Rahmāniyyah e Rahīmiyyah — la Sua misericordia universale e la Sua misericordia particolare — come avrebbe potuto colui ﷺ la cui intera esistenza, ogni movimento e ogni momento di quiete erano consacrati al conseguimento del compiacimento divino non mostrare verso le creature di Allah la stessa misericordia con cui Dio tratta i Suoi servitori?

I sentimenti di tenerezza e misericordia che il Santo Profeta ﷺ nutriva verso le creature di Dio, e l’amore che scaturiva da essi, erano talmente intensi che Allah l’Altissimo li ha eternati nel Sacro Corano con le parole che ho recitato e la cui traduzione è:

«In verità, è giunto a voi un Messaggero scelto tra voi stessi; gli pesa molto che voi soffriate ed è ardentemente sollecito del vostro bene; verso i credenti è pieno di compassione e misericordioso.»

Questo è, dunque, l’esempio del nostro amato Profeta ﷺ e questi erano i sentimenti che nutriva per il benessere dell’umanità. Quell’amato Messaggero ﷺ provava un dolore profondissimo quando voi soffrivate o quando, non osservando i comandamenti di Allah l’Altissimo, vi esponevate alla sofferenza. In questo versetto vengono espressi i suoi sentimenti tanto verso i non credenti quanto verso i credenti.

Nella vita del Santo Profeta ﷺ vediamo quante sofferenze i nemici inflissero a lui e ai suoi seguaci. Alcune donne furono legate ai cammelli per le gambe e squarciate. Anche a lui ﷺ furono inflitte sofferenze estreme. Per due anni e mezzo egli ﷺ e i suoi seguaci furono confinati in una valle e sottoposti a un duro boicottaggio. Nonostante tutto ciò, egli ﷺ continuò a desiderare il bene di quelle stesse persone. Pregava affinché Allah l’Altissimo le guidasse e le conducesse sulla retta via, così che potessero salvarsi dal castigo divino.

Quando si difese, lo fece soltanto nella misura strettamente necessaria, senza mai oltrepassare i limiti della legittima difesa. Non si poneva neppure la questione della vendetta o dell’inimicizia: nel suo cuore non ve ne era nemmeno la minima traccia.

(Sermone del venerdì del 23 febbraio 2007, pubblicato su Al Fazl International il 16 marzo 2007.)


Fonte della traduzione: Al Fazl Urdu, 3 settembre 2026.

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