Sermone del Venerdì — 04.09.2026
Dopo la recitazione del Tashahud, del Ta’awwuz, della Tasmiyah e della Surah Al-Fatihah, Hudur Anwar (atba), che Allah lo sostenga con il Suo potente aiuto, ha detto:
Quando Allah, l’Eccelso, rese il Santo Profeta Muhammad ﷺ l’essere umano perfetto e il modello esemplare (Uswa-e-Hasana) per tutta l’umanità, fece sì che ogni virtù morale si manifestasse nella sua persona, elevandola a Khulq-e-Azim — un carattere sublime. Poiché in questi giorni si trattano vari aspetti della sua vita e del suo carattere, oggi parlerò dell’aspetto del Tawakkul ‘Alallah — l’affidamento totale ad Allah — nella sua vita, della sua posizione a riguardo, delle sue esortazioni ai credenti e del suo esempio personale.
Allah, l’Eccelso, ha trattato il tema del Tawakkul nel Sacro Corano in vari contesti. In un luogo, rivolgendosi direttamente al Santo Profeta, dice:
«O Profeta, in verità ti abbiamo inviato come testimone, portatore di lieta novella e ammonitore, e come colui che chiama ad Allah con il Suo permesso, e come una lampada risplendente. E annuncia ai credenti che per loro vi è da Allah una grande grazia. E non obbedire ai miscredenti e agli ipocriti, e trascura le loro molestie, e riponi la tua fiducia in Allah; e Allah è sufficiente come Guardiano.»
(Surah Al-Ahzab, 33:46-49)
Dunque, così come questo è un lieto annuncio per il Santo Profeta, è anche un lieto annuncio per i credenti: se essi rimarranno saldi nella fede e riporranno in Allah un Tawakkul completo, allora Allah sarà sufficiente per loro in ogni difficoltà.
Il Tabattul e il Tawakkul secondo Hadrat Masih Mau’ud (as)
Hadrat Masih Mau’ud (as) afferma:
«Volgendo lo sguardo agli eventi della vita di Hadrat Khatamul-Anbiya’ ﷺ, risulta assolutamente chiaro che il Santo Profeta era di un’integrità e di una purezza interiore del più alto grado; era pronto a sacrificare la propria vita per Allah, e aveva completamente distolto il volto dalla speranza e dal timore delle creature, riponendo la propria fiducia unicamente in Allah. Tra le vicende dei profeti non si trova alcun altro che abbia affrontato tali luoghi di pericolo e tali momenti di rischio, e che poi, confidando in Allah, sia rimasto così saldo e costante.»
Poi afferma: «Il Tabattul — ossia il legarsi il cuore ad Allah e il distaccarsi dal mondo — il suo esempio pratico è il nostro Profeta di Allah ﷺ. Egli non si curava né delle lodi di alcuno né delle critiche di alcuno. Quante sofferenze gli furono inflitte, eppure non se ne curò affatto. Nessuna lusinga o avidità poté distoglierlo dall’opera che egli era venuto a compiere per conto di Allah.»
Poi afferma: «Vale anche la pena ricordare che chi sarà Mutabattil sarà anche Mutawakkil. In sintesi: dare la precedenza alla compiacenza di Allah è il Tabattul; e poi il Tabattul e il Tawakkul sono gemelli, ossia sono legati l’uno all’altro, inseparabili. Il segreto del Tabattul è il Tawakkul, e la condizione del Tawakkul è il Tabattul.»
Il sostentamento spirituale del Santo Profeta ﷺ
A questo riguardo, Hadrat ‘Umar ibn al-Khattab (ra) riferisce che il Messaggero di Allah ﷺ disse:
«Se voi vi affidate ad Allah come è suo diritto che ci si affidi a Lui, vi sarà certamente accordato il sostentamento così come viene accordato agli uccelli: essi escono al mattino a stomaco vuoto e tornano la sera con il ventre pieno.»
Da Hadrat Abu Dharr (ra) è tramandato che il Profeta ﷺ disse:
«Il distacco dal mondo non consiste nel rendere illecito ciò che è lecito, né nel dilapidare i propri beni dichiarando di non avere alcun interesse per essi. Il distacco dal mondo consiste piuttosto nel fatto che ciò che è nelle mani di Allah vi ispiri maggiore fiducia di ciò che è nelle vostre mani.»
Hadrat ‘Amr ibn al-‘As (ra) riferisce che il Messaggero di Allah ﷺ disse: «Dal cuore del figlio di Adamo si dirama un sentiero verso ogni valle. Chi lascia che il proprio cuore segua tutte queste vie, ad Allah non importa in quale valle lo faccia perire. Ma chi si affida ad Allah, Allah gli sarà sufficiente per tutte le diverse strade che percorre.»
Le suppliche quotidiane del Santo Profeta ﷺ
Hadrat Umm Salamah (ra) riferisce che il Profeta ﷺ, quando usciva di casa, soleva dire:
«Nel nome di Allah, mi affido ad Allah. O Allah, cerchiamo rifugio in Te dal fatto che possiamo scivolare, o smarrirci, o commettere ingiustizia, o subire ingiustizia, o agire con ignoranza, o che si agisca con ignoranza nei nostri confronti.»
Hadrat Abu Malik al-Ash’ari (ra) riferisce che il Messaggero di Allah ﷺ disse che, entrando in casa propria, si dovrebbe dire: «O Allah, Ti chiedo il bene dell’entrare e il bene dell’uscire. Nel nome di Allah entriamo, nel nome di Allah usciamo, e in Allah, nostro Signore, riponiamo la nostra fiducia.»
L’episodio di Bilal (ra) e i datteri
Hadrat Abu Hurayrah (ra) riferisce che il Messaggero di Allah ﷺ si recò da Hadrat Bilal (ra) e vide presso di lui un mucchio di datteri. Gli chiese: «O Bilal, cos’è questo?» Hadrat Bilal rispose: «Sono alcuni datteri che ho messo da parte per voi.» Il Profeta ﷺ disse: «Guai a te, o Bilal! Non temi forse che il loro fumo si levi nell’Inferno il Giorno del Giudizio? O Bilal, spendi, e non temere la povertà da parte del Signore del Trono. Affidati a Lui.»
Hadrat Masih Mau’ud (as) spiegò che questa esortazione fu rivolta a Bilal in particolare, non a tutti indiscriminatamente, poiché ogni ammonimento va commisurato alla capacità di chi lo riceve; il Santo Profeta ﷺ stesso disse: «Il mio tawakkul è in Allah; se queste cose sono destinate a me, il loro beneficio mi raggiungerà.»
Il cammello legato: adottare i mezzi e poi fare Tawakkul
Hadrat Anas bin Malik (ra) narra che un uomo chiese: «O Messaggero di Allah, devo legare il ginocchio del mio cammello e poi fare tawakkul, oppure lasciarlo libero e fare tawakkul?» Il Santo Profeta ﷺ rispose: «Legagli il ginocchio e poi fa’ tawakkul.»
Hadrat Masih Mau’ud (as) illustrò questo episodio dicendo che riporre la propria fiducia in Allah non significa abbandonare i mezzi pratici, bensì adottare pienamente le misure necessarie e poi affidare l’esito ad Allah. Un uomo, vedendo il Santo Profeta ﷺ, scese dal suo cammello per rendergli omaggio senza legarne il ginocchio; al ritorno, il cammello non c’era più. Il Santo Profeta ﷺ gli disse: «Hai commesso un errore. Avresti dovuto prima legare il ginocchio del cammello e poi fare tawakkul: quello sarebbe stato corretto.»
Gli ultimi sei dinari
Hadrat ‘A’ishah (ra) narra che al Messaggero di Allah ﷺ giunsero alcuni dinari, che egli distribuì quasi tutti, lasciandone soltanto sei. Durante la sua ultima malattia, appoggiato al petto di Hadrat ‘A’ishah, chiese: «O ‘A’ishah, dove sono quei dinari d’oro?» Ella rispose che erano al sicuro presso di lei. Egli disse: «Spendili nel cammino di Allah», ma a causa dell’intensità della malattia perse i sensi prima che ciò avvenisse. Quando riprese conoscenza, chiese di nuovo, e apprendendo che non erano ancora stati spesi, li fece portare, li contò — erano sei — e disse:
«Quale tawakkul avrebbe Muhammad nel suo Signore se, al momento dell’incontro con Allah e del congedo da questo mondo, questi dinari fossero ancora presso di lui?»
Il Messaggero di Allah ﷺ li donò tutti in elemosina, e in quello stesso giorno passò all’altra vita.
Il rifiuto delle condizioni di Musaylama il bugiardo
Nella narrazione si riporta da Hadrat Ibn Abbas (ra) che Musaylama il bugiardo si presentò al Santo Profeta ﷺ con un grande esercito, dicendo che se Muhammad ﷺ lo avesse nominato suo successore, egli avrebbe seguito l’Islam insieme alla sua tribù. Il Santo Profeta ﷺ, con un ramo di palma in mano, si avvicinò a Musaylama e disse:
«Anche se tu mi chiedessi questo pezzo di legno, non te lo darei, e tu non potrai mai andare oltre ciò che Allah ha decretato per te. Se volgerai le spalle e te ne andrai, Allah taglierà le tue radici.»
Hadrat Muslih Mau’ud (ra) commenta questo episodio in modo dettagliato:
«Il Messaggero nobile ﷺ non rivolgeva in nessuna faccenda la propria attenzione al mondo, e non alzava nemmeno lo sguardo verso i mezzi terreni; anzi, in ogni cosa il suo sguardo era rivolto unicamente ad Allah. Era dunque un esempio perfetto di tawakkul, del quale non si trova pari né tra i profeti precedenti, né dopo di lui è nato alcun essere umano dotato di un tawakkul pari al suo. […] Ma quel mio amato non era terreno, bensì celeste. Eserciti in marcia e cavalli al galoppo, lance levate e spade scintillanti non avevano alcuna realtà ai suoi occhi. Egli vedeva la discesa degli angeli celesti, e il Creatore della terra e del cielo versava in ogni istante nel suo orecchio parole di conforto.»
Hadrat Muslih Mau’ud (ra) osserva inoltre che il rifiuto del Santo Profeta ﷺ non fu dettato da alcun interesse per la propria discendenza — poiché egli indicò come successore Hadrat Abu Bakr (ra), non un proprio figlio — né da alcuna faziosità religiosa, poiché Musaylama non aveva posto condizioni di natura dottrinale. Il rifiuto fu unicamente il frutto di quel tawakkul senza limiti. Sebbene avrebbe potuto far catturare Musaylama, poiché questi si trovava a Medina sotto il suo controllo, il Santo Profeta ﷺ si affidò ad Allah affinché fosse Lui stesso a occuparsene.
اَللّٰهُمَّ صَلِّ عَلَى مُحَمَّدٍ وَعَلَى آلِ مُحَمَّدٍ وَبَارِكْ وَسَلِّمْ إِنَّكَ حَمِيدٌ مَجِيدٌ
Necrologi
Mirza Safdar Mahmood Sahib, di Mandi Bahauddin, martirizzato il 2 settembre all’età di 65 anni, colpito a colpi d’arma da fuoco mentre si recava alla preghiera del Maghrib. Meccanico di professione, ricopriva molteplici incarichi nella Jama’at — Vice Presidente, Segretario della Proprietà, Vice Za’im e Responsabile Finanziario dell’Ansarullah — e da venticinque anni recitava due Raka’at di preghiera volontaria ogni giorno prima di recarsi al lavoro. Lascia la moglie Naveeda Safdar Sahiba e due figli.
Amatul-Aziz Sahiba, nipote di Hadrat Musleh Mau’ud (ra), deceduta all’età di 62 anni dopo una lunga malattia. Era Mausiyyah, di straordinaria pazienza e dignità, profondamente devota alla Khilafat, e trasmise ai propri figli un forte senso di servizio alla Jama’at — uno dei quali è oggi Waqif-e-Zindagi. Non tollerava la sofferenza altrui e si adoperava sempre per aiutare chi ne aveva bisogno.
Rashid Ahmad Ayaz Sahib, pensionato della Sadr Anjuman Ahmadiyya, deceduto all’età di 86 anni. Era Musi, assiduo nelle preghiere supererogatorie e nel dhikr, puntuale nel versamento dei chanda dei quali teneva un registro completo. Suo figlio, Tahir Ahmad Zafar Sahib, è Murabbiy-e-Silsila e Vice Preside della Jami’atul-Mubashirin del Ghana.
Possa Allah l’Altissimo elevare i gradi dei defunti, trattarli con perdono e misericordia, e concedere pazienza e sostegno alle loro famiglie.
Khutba Thaniya a seguire.

Lascia un commento