Il tawakkul del Santo Profeta ﷺ nella grotta di Thawr

Sermone del Venerdì — 11.09.2026

Dopo la recitazione del Tashahud, del Ta’awwuz, della Tasmiyah e della Surah Al-Fatihah, Hudur Anwar (atba), che Allah lo sostenga con il Suo potente aiuto, ha detto:

Nel sermone della scorsa settimana avevo iniziato a trattare il tema del tawakkul del Santo Profeta Muhammad ﷺ. Oggi continuerò a narrare gli episodi legati alla sua Hijra, in particolare quanto avvenne durante i tre giorni trascorsi nella grotta del monte Thawr, prima di intraprendere il viaggio verso Medina.

«Non essere triste, Allah è con noi»

Quando il Santo Profeta ﷺ e Hadrat Abu Bakr (ra) lasciarono Mecca, invece di dirigersi direttamente verso Medina, si recarono nella direzione opposta e si rifugiarono nella grotta del monte Thawr, a sud della Mecca, poiché sapevano che gli inseguitori avrebbero cercato la carovana lungo la via del nord. Vi rimasero nascosti per tre giorni, mentre i Quraysh, infuriati per la fuga del Profeta ﷺ, perlustravano ogni sentiero.

Il Sacro Corano stesso menziona questo episodio nella Surah al-Tawbah:

إِلَّا تَنصُرُوهُ فَقَدْ نَصَرَهُ اللَّهُ إِذْ أَخْرَجَهُ الَّذِينَ كَفَرُوا ثَانِيَ اثْنَيْنِ إِذْ هُمَا فِي الْغَارِ إِذْ يَقُولُ لِصَاحِبِهِ لَا تَحْزَنْ إِنَّ اللَّهَ مَعَنَا

«Se non lo aiutate, Allah lo ha già aiutato, quando i miscredenti lo scacciarono, essendo egli uno dei due, quando entrambi si trovavano nella grotta, quand’egli diceva al suo compagno: “Non essere triste, poiché Allah è con noi.”»

(Surah al-Tawbah, 9:40)

Hadrat Abu Bakr (ra) narra egli stesso questo momento: «Ero con il Profeta ﷺ nella grotta e, alzando lo sguardo, vidi i piedi dei pagani proprio sopra le nostre teste. Dissi: “O Messaggero di Allah, se anche uno di loro abbassasse lo sguardo ai propri piedi, ci vedrebbe.” Egli rispose: “O Abu Bakr, che cosa pensi di due persone quando Allah è il terzo con loro?”»

(Sahih al-Bukhari, Kitab Fada’il Ashab al-Nabi, Bab manaqib al-Muhajirin, hadith 3653)

Hadrat Muslih Mau’ud (ra) ha commentato che, in quel momento, la paura di Hadrat Abu Bakr (ra) non nasceva da mancanza di fede, bensì dal timore che potesse accadere qualcosa al Santo Profeta ﷺ, dal quale dipendeva la sopravvivenza dell’Islam intero. Egli scrive:

«Abu Bakr non temeva per sé stesso: se anche fosse morto in quel momento, l’Islam non avrebbe subito alcun danno. Ma se il Santo Profeta ﷺ fosse stato scoperto e ucciso, l’intera missione per cui era stato inviato sarebbe stata messa in pericolo. Perciò il suo timore era un timore d’amore, non un timore di fede vacillante. E la risposta del Santo Profeta ﷺ non fu un rimprovero, bensì una rassicurazione piena di tenerezza: gli ricordò che non erano soli, poiché Allah stesso era con loro come terzo compagno.»

La ragnatela e il nido della colomba

Secondo la tradizione riportata dagli storici, quando i Quraysh giunsero all’imboccatura della grotta, videro che una ragnatela ne copriva l’ingresso e che una colomba aveva costruito il proprio nido proprio all’entrata, deponendovi le uova. Ritenendo dunque impossibile che qualcuno vi fosse entrato di recente, si allontanarono senza perquisirla.

Hadrat Masih Mau’ud (as), commentando questo genere di segni, afferma che Allah l’Altissimo non ha mai abbandonato i Suoi eletti nei momenti di massimo pericolo, e che tali segni, per quanto possano apparire piccoli agli occhi del mondo, sono manifestazioni chiarissime del Suo sostegno per coloro che gli sono sinceramente devoti. Scrive:

«Colui che confida in Allah con sincerità di cuore vedrà sempre che Egli appronta mezzi di soccorso che nessuna mente umana avrebbe potuto prevedere. Una ragnatela, agli occhi del mondo, è la cosa più fragile che esista; eppure Allah la rese, in quel momento, una barriera più solida di qualsiasi muro di pietra.»

(Malfuzat, edizione inglese, vol. 3, p. 45)

La provvidenza durante il viaggio

Durante quei tre giorni, secondo la narrazione tradizionale, fu ‘Abdullah, figlio di Hadrat Abu Bakr (ra), a portare loro notizie della città travestendosi da pastore, mentre Amir bin Fuhayrah (ra) faceva pascolare il gregge nei pressi della grotta per cancellare le orme con quelle del bestiame. Asma bint Abi Bakr (ra), sorella di ‘Abdullah, portava loro il cibo, e poiché non aveva nulla con cui legare le provviste, strappò la propria cintura in due parti — motivo per cui fu poi soprannominata Dhat al-Nitaqayn, «colei dalle due cinture».

Hadrat Muslih Mau’ud (ra) osserva che, anche in questo, si vede come il tawakkul del Santo Profeta ﷺ non escludesse mai l’uso dei mezzi disponibili: ogni membro della famiglia di Hadrat Abu Bakr (ra) ricevette un compito preciso, e nulla fu lasciato al caso, pur riponendo la fiducia ultima in Allah solo.

La preghiera del Santo Profeta ﷺ nella grotta

Si narra che, durante quei giorni di attesa, il Santo Profeta ﷺ non cessò mai di pregare e di lodare Allah. Hadrat Masih Mau’ud (as) scrive che questo è il vero segno del tawakkul: non l’inattività, bensì una continua e ininterrotta supplica, anche quando ogni mezzo esteriore sembra essersi esaurito. Egli afferma:

«Il vero muttawakkil non è colui che, ritenendo tutto già stabilito, cessa di supplicare Allah, bensì colui che, pur avendo fatto tutto ciò che era in suo potere, continua a bussare alla porta del Cielo con lacrime e suppliche, sapendo che l’ultima parola appartiene soltanto a Dio.»

(Chashma-e-Ma’rifat, Ruhani Khaza’in, vol. 23, p. 301)

Dopo tre giorni, quando la ricerca dei Quraysh si affievolì, il Santo Profeta ﷺ e Hadrat Abu Bakr (ra) lasciarono la grotta e, guidati da ‘Abdullah bin Urayqit, una guida esperta assunta appositamente per il viaggio nonostante fosse ancora pagano, ripresero il cammino verso Medina, seguendo un percorso insolito lungo la costa per evitare gli inseguitori.

Hadrat Masih Mau’ud (as) conclude, riguardo a questo intero episodio:

«Chi legge la storia della grotta di Thawr con cuore sincero non può fare a meno di riconoscere che il sostegno di Dio accompagna sempre coloro che, pur trovandosi nella condizione più disperata agli occhi del mondo, non perdono mai la fiducia in Lui.»

اَللّٰهُمَّ صَلِّ عَلٰى مُحَمَّدٍ وَعَلٰى آلِ مُحَمَّدٍ وَبَارِكْ وَسَلِّمْ إِنَّكَ حَمِيدٌ مَجِيدٌ


Secondo Sermone a seguire.

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