I diritti delle mogli e il sistema della famiglia congiunta

Image: Getty/alexsl

15 settembre 2026

Un’altra problematica che porta alla rovina delle famiglie e provoca continui litigi e inquietudine nelle case consiste nel fatto che, anche dopo il matrimonio, i figli maschi continuino a vivere nella stessa abitazione con i genitori, i fratelli e le sorelle, pur avendo i mezzi per vivere separatamente e senza che vi sia alcuna valida ragione per farlo.

Se i genitori sono anziani, non vi è nessuno che possa assisterli, non sono in grado di muoversi o di svolgere autonomamente le proprie attività e non hanno alcun aiuto, allora è necessario — anzi, è dovere del figlio — tenerli con sé e prendersi cura di loro. Tuttavia, se vi sono anche altri figli e figlie che vivono con loro, non vi è nulla di male nel creare un nucleo familiare separato. Oggigiorno, la convivenza dà origine a numerosi problemi. Se il vivere tutti insieme conduce a commettere ulteriori peccati, allora ciò non può essere considerato né un servizio né un atto virtuoso.

[…] Quanto all’affermazione: «Viviamo insieme per amore e affetto», se questo amore e questo affetto finiscono invece per accrescere l’odio e il rancore, allora non esiste alcun comandamento che imponga di continuare a vivere insieme. È preferibile vivere separatamente. Pertanto, in ogni questione, anziché prendere decisioni emotive, si dovrebbe sempre decidere con razionalità.

Commentando il seguente versetto:

«Non vi è alcuna colpa per il cieco, né per lo zoppo, né per il malato, né per voi stessi, se mangiate nelle vostre case, o nelle case dei vostri padri, o nelle case delle vostre madri, o nelle case dei vostri fratelli, o nelle case delle vostre sorelle.»

Sura an-Nur, 24:62

Hazrat Khalifatul Masih I (ra) afferma:

«In India, le persone si lamentano spesso dei conflitti nelle proprie case, soprattutto di quelli tra suocera e nuora. Se seguissero il Santo Corano, ciò non accadrebbe. Osservate: in questo versetto, che parla del mangiare, viene indicato che le abitazioni devono essere separate — la madre deve avere la propria casa e il figlio sposato la propria. Solo così, infatti, si potrà andare nelle rispettive case e mangiarvi.»

Si consideri, dunque, quanto sia errata l’idea di alcune persone secondo cui, separandosi dai propri genitori, commetterebbero chissà quale grave peccato. Anche alcuni genitori incutono questo timore nei propri figli; anzi, li ricattano emotivamente, come se, non appena questi stabilissero una casa separata, l’Inferno diventasse inevitabile per loro. Si tratta di un atteggiamento profondamente sbagliato.

Ho domandato molte volte ad alcune giovani donne quale fosse la loro situazione. Davanti ai suoceri dichiarano di vivere con loro per propria volontà, e perfino i loro mariti affermano la stessa cosa. Ma quando li si interroga separatamente, entrambi rispondono che vivono in quel modo perché vi sono costretti dalle circostanze. Alla fine, il risultato è che talvolta è la nuora a trattare ingiustamente la suocera e, altre volte, è la suocera a trattare ingiustamente la nuora.

(Sermone del venerdì pronunciato il 10 novembre 2006, pubblicato su Al Fazl International, 1º dicembre 2006).

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