Consigli riguardanti le proposte di matrimonio

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Image: Pexels/Defrino Maasy

17 settembre 2026

Al momento di valutare una proposta di matrimonio, alcune persone esaminano le ragazze come si esamina un capro destinato al sacrificio. Il matrimonio, tuttavia, è un accordo: non consiste nel sacrificio di una sola delle parti, bensì nel sacrificio reciproco di entrambe le parti. Questo è il legame matrimoniale.

Hazrat ‘Abdullah bin ‘Amr (ra) riferisce che il Santo Profeta Muhammad (sa) disse:

«Il mondo è un bene di cui si trae beneficio, e non vi è bene migliore di una donna virtuosa.»

(Sunan Ibn Mājah, Kitāb al-Nikāḥ, capitolo: “La migliore delle donne”)

Pertanto, anche coloro che valutano ogni cosa secondo criteri puramente mondani dovrebbero tenere presente questo hadith: non vi è, per voi, bene della vita terrena migliore di una donna virtuosa. Una donna virtuosa si prenderà cura della vostra casa e impartirà un’eccellente educazione ai vostri figli. Di conseguenza, potrete conseguire il bene sia nella religione sia nella vita terrena.

In un’altra narrazione, Hazrat ‘A’ishah (ra) riferisce che il Santo Profeta Muhammad (sa) disse:

«Favorite il matrimonio tra uomini virtuosi e donne virtuose.»

(Sunan al-Dārimī, Kitāb al-Nikāḥ, capitolo: “Il matrimonio delle persone virtuose”)

Anche questo insegnamento richiama l’attenzione sulla necessità di favorire il matrimonio tra giovani uomini e donne virtuosi. Questa buona azione costituisce un mezzo per proteggere la società dal disordine e dalla corruzione morale; pertanto, non bisognerebbe ritardarla inutilmente.

Oggigiorno, tuttavia, si osserva talvolta che vi è un numero considerevole di genitori che continuano a tenere strettamente legati a sé i propri figli, benché abbiano ormai trentaquattro o trentacinque anni. Non li hanno ancora fatti sposare e non prestano alcuna attenzione al loro matrimonio.

Alcuni genitori si comportano in questo modo per continuare a beneficiare dei guadagni delle figlie; altri fanno lo stesso per usufruire dei guadagni dei figli. Nel caso di coloro che dipendono dal reddito delle figlie, talvolta la ragione è che i figli maschi della famiglia sono inetti, non lavorano o non hanno ricevuto un’istruzione, e quindi l’intera casa è mantenuta grazie ai guadagni delle figlie.

Anche quando fanno sposare una figlia, cercano di fare in modo che il genero diventi un ghar damād, ossia che viva stabilmente nella casa della famiglia della moglie. Nella maggior parte dei casi, però, ciò non è possibile e finisce per provocare conflitti.

Pertanto, se dopo il matrimonio marito e moglie desiderano vivere separatamente e ne possiedono i mezzi, bisognerebbe permettere loro di farlo. La situazione è diversa qualora i genitori abbiano raggiunto una fase avanzata della vita nella quale necessitano dell’assistenza di qualcuno e non abbiano nessun altro figlio che possa rimanere con loro. In tal caso è necessario compiere un sacrificio, e questo dovere spetta anzitutto ai figli maschi. Se una persona non ha figli maschi, allora, per necessità, tale responsabilità ricade sulla figlia. In generale, però, quando una figlia viene data in matrimonio e si trasferisce in un’altra casa, bisogna permetterle di costruire serenamente la propria vita familiare.

Fonte originale: Sermone del venerdì del 24 dicembre 2004, pubblicato su Al Fazl International il 7 gennaio 2005.


Fonte dell’articolo: Al Fazl International (Urdu), 17 settembre 2026.

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